Fondi Nasko, alfaniani ancora sulle barricate

Non si placa la polemica sui fondi Nasko. Le dichiarazioni dell'assessore alla Famiglia, la leghista Maria Cristina Cantù, che ha parlato di troppi aiuti per non abortire destinati alle donne straniere ha sollevato sconcerto. Così come l'intenzione della giunta di portare a 5 anni gli anni di residenza necessari per accedere ai contributi per le donne in gravidanza. Non solo: Cantù ha anche parlato di rivedere i tetti di reddito, restringendo così la platea delle donne che possono accedere ai contributi per non abortire.
Sulla giunta sono piovute accuse che parlano di scelte discriminatorie e contrarie alla vita sia dal mondo politico che dalla Caritas. Il presidente della Regione, Roberto Maroni, respinge le critiche («strumentali e offensive») ma si mostra disponibile a modifiche: «Terremo conto del parere della commissione, e delle richieste che arrivano da un partito della maggioranza, ma anche di questioni concrete. E decideremo senza farci condizionare da polemiche e accuse inaccettabili». Insomma, le trattative per salvare i fondi Nasko sono ancora aperte. Battagliero Stefano Carugo, di Ncd, che replica a Maroni: «Per noi è inaccettabile anche un solo anno di residenza necessario per accedere ai finanziamenti. Non dobbiamo perdere nemmeno una sola vita».

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