Il generale De Milato a capo dei «pugliesi» È lui il secondo sindaco

Più che il presidente di un'associazione, è il secondo sindaco di Milano. Anche perché le esperienze di questi anni in istituzioni pubbliche e private hanno legato il suo nome a doppio filo con quello del capoluogo lombardo.Camillo de Milato, 63 anni, di Francavilla Fontana (Brindisi) e con in curriculum anche un Ambrogino d'oro, è il nuovo Presidente dell'Associazione Regionale Pugliesi di Milano. Una realtà, fondata nel 1919, che coinvolge oltre 400 nuclei famigliari e che conta su un bacino di utenti tanto grande da rendere la metropoli meneghina la seconda città pugliese d'Italia dopo Bari: in totale i pugliesi a Milano sono 200mila, circa il 17 per cento degli abitanti, la prima comunità non autoctona del capoluogo lombardo. E una presenza radicata nel tempo: già nel 1930 contava 45mila persone e parte di queste erano diventate quasi monopoliste dei locali per la vendita del vino che i milanesi chiamavano Trani. Tanto che negli anni Settanta del Novecento nacque il «Comitato dei tranesi».E il sangue non lo ha mai scordato il militare in pensione: una delle prime iniziative come presidente è stata la cerimonia per il premio «Ambasciatore Terre di Puglia», riconoscimento giunto alla sua decima edizione e andato quest'anno al Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, Pasquale Preziosa, originario di Bisceglie, al presidente del Carnevale di Putignano, Giovanni Paolo Loperfido e al presidente della Banca popolare di Puglia e Basilicata, Michele Stacca, originario di Altamura.Per De Milato però è solo una delle tante sfide prima e dopo il servizio militare: una delle sue imprese più recenti è stata la riorganizzazione dell'Asilo Mariuccia, storica istituzione milanese finita in un guazzabuglio di scandali finanziari e personali. L'organizzazione militare impostata da De Milato ha riportato i conti in ordine e spalancato un nuovo futuro per l'ente benefico. Adesso si butta bella nuova sfida, senza dimenticare le Voloire visto che è presidente dell'associazione nazionale dello storico reggimento milanese: «Questa associazione è già una corazzata - afferma il generale parlando della nuova avventura - io vorrei che diventasse una portaerei». Un obbiettivo ambizioso, così come quello di sostituire Dino Abbascià, storico presidente dell'associazione che riceverà l'Ambrogino alla memoria tra pochi giorni. Abbascià è stato l'anima delle comunità pugliese di Milano dal 2003, quando venne nominato presidente e non sarà facile sostituirlo. «So che sostituire il compianto Dino Abbascià è un'impresa improba - precisa -, ma sono motivato e mi impegnerò per rappresentare al meglio la pugliesità milanese presso le Istituzioni e per organizzare eventi che mantengano inalterati i rapporti affettivi verso un terra meravigliosa». Obbiettivi ambiziosi che partono da buoni numeri: la «corazzata», il cui presidente onorario è l'avvocato Annamaria Bernardini De Pace, al momento ha sei vicepresidenti, un consiglio direttivo di 15 membri e vari responsabili d'area, come quella della cultura o dei giovani, perché la frequentano tanto giovani professionisti. «È una grande squadra unita ed attiva, dove - precisano i responsabili - nonostante l'organico, nessuno è in panchina e tutti si sentono giocatori». Se De Milato riuscirà a trasformarla in una portaerei solo i prossimi mesi e anni potranno dirlo, ma tra il sangue che non ha dimenticato e la familiarità con Milano, le prospettive sono buone.

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