Giù l'ex "Covid hotel". Una torre alta 93 metri e restyling della piazza

Da giugno la demolizione del Michelangelo. Velostazione e più verde in Duca d'Aosta

Giù l'ex "Covid hotel". Una torre alta 93 metri e restyling della piazza

Una torre alta 93 metri e mezzo al posto dell'Hotel Michelangelo, il primo «Covid hotel» d'Europa durante la pandemia. Il palazzo realizzato tra il 1958 e il 1969 in piazza Duca d'Aosta sarà demolito - anzi «decostruito» un pezzo alla volta, «come i mattoncini Lego» - a partire dalla prossima estate. Ci vorrà un anno di tempo e il nuovo grattacielo che ridisegnerà lo skyline e la porta di accesso a Milano per chi sbarca alla stazione Centrale verrà tirato su in due anni e mezzo, obiettivo Olimpiadi 2026. Il Michelangelo, proprietà di Finleonardo, dismesso dal 2020, è alto circa 60 metri, conta 17 piani e 306 camere. La nuova torre disegnata da Michele Rossi dello studio Park Associati sarà di 22 piani più 4 interrati. Da albergo a grattacielo per uffici on spazi di coworking «verdi», Rock o Winter Garden, centro congressi, sky terrace. Un investimento da 90 milioni di euro, a cui si aggiungono i 4,2 milioni di oneri di urbanizzazione con cui saranno riqualificate piazza Duca d'Aosta, via Doria, Lepetit, il tratto di via Scarlatti fino a via Macchi, ci sarà la prima velostazione (utile a chi raggiunge la Centrale in bici), il progetto prevede chioschi uniformi, zone relax, oltre 400 metri di percorsi ciclabili e 1.240 pedonali, nuova area taxi, 65 alberi e più verde ad altezza d'uomo. Obiettivo: ridare ordine e un'identità a una delle porta di accesso alla città che oggi presenta parecchi punti critici. Qualche numero del progetto Mi.C, presentato dal project manager di Finleonardo, Diego Imperiale: 200 lavoratori occupati nella riqualificazione della zona, 108 nuovi posti auto previsti, 22mila metri quadri di spazio pubblico riqualificato, 900 mq di nuove aree verdi e 450 riqualificate su lotto pubblico, 2.200 persone che una volta ultimata lavoreranno nella torre «portando indotto a tutto il quartiere». Sarà un edificio di ultima generazione e il 30% del calcestruzzo verrà recuperato dal Michelangelo. L'ingegnere Maurizio Milan che ieri sera ha presentato le fasi della «decostruzione controllata» ai residenti assicura che gli standard di sicurezza saranno elevatissimi e l'intervento «non sarà particolarmente rumoroso e non si lavorerà di notte». Il team che realizzerà il «Mi.C» è tutto italiano, da Park Associati, Milan, Faces e Esa.

«Il restyling di piazza Luigi di savoia sarà un nuovo tassello della riqualificazione di tutti gli spazi che gravitano intorno alla stazione - sottolinea l'assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi -. Da poco è stato inaugurato un nuovo parcheggio da 450 posti e sull'altro lato lungo via Sammartini, procede l'iter per il recupero degli ex depositi ferroviari con il progetto dei Magazzini Raccordati. Già realizzati, poi, il Giardino delle bambine e dei bambini di tutto il mondo e il Mercato Centrale. Ora verranno riorganizzati spazi disordinati rendendoli più funzionali. E migliorare la qualità dei luoghi porta anche maggiore sicurezza, la sicurezza». Una torre a uso uffici mentre lo smart working prende quota a prescindere dall'emergenza può sembrare un azzardo. Ma «è un po' presto - sostiene Tancredi - per dire in che direzione stanno andando le città. E c'è ancora moltissimo interesse per la realizzazione di edifici a terziario, sia in centro che nelle aree esterne».

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