Un giardino intitolato alle "mamme" di Diabolik

In piazza Grandi vicino al Museo del Fumetto l'omaggio ad Angela e Luciana Giussani

Un giardino intitolato  alle "mamme" di Diabolik

Le chiamavano le Agatha Christie italiane. A ispirare la matita delle sorelle Angela e Luciana Giussani fu il brutale omicidio dell'operaio Fiat Mario Giliberti, avvenuto nel 1958 a Torino e rimasto più di sessant'anni dopo un giallo. Fu una lettera firmata dal misterioso Diabolich a condurre la questura fino il cadavere, risolvendo un enigma. Quattro anni dopo nacque Diabolik, ladro spietato e genio del male, tra i fumetti più venduti di sempre in Italia, tornato alla ribalta con il film uscito al cinema lo scorso dicembre (protagonista Luca Marinelli, Miriam Leone nei panni di Eva Kant, Valerio Mastrandrea in quelli del sempre perdente commissario Ginko) e con un sequel già in lavorazione, girato in questi mesi (anche) tra le strade di Milano. Alle sorelle Giussani, due signore della buona borghesia che ebbero il coraggio di fondare, in ben altri tempi, la Casa Editrice Astorina, saranno dedicati i giardini di piazza Grandi, a nord e a sud di corso XII Marzo, nei pressi del Museo del Fumetto Spazio Wow. Il Municipio 4 nei giorni scorsi ha espresso parere favorevole e ha dichiarato il via libera «immediatamente eseguibile, data l'urgenza». Il 10 giugno ricorreranno i cento anni dalla nascita di Angela Giussani, che fu la prima a lanciarsi nell'avventura creativa. E d'altra parte, una che negli anni Cinquanta, quando poche donne guidavano l'auto, aveva pure il brevetto da pilota d'aereo, aveva l'avventura nel dna. E diresse la casa editrice fino alla morte, nel 1987.

Il primo Diabolik, intitolato «Il Re del Terrore», uscì in edicola nel novembre 1962, la sorella minore Luciana, classe 1928, dopo tredici numeri trovò il coraggio di lasciare il tranquillo posto fisso da impiegata in una fabbrica di aspirapolvere per diventare l'altra mamma di Diabolik. E dedicarci una vita intera: l'ultimo episodio a sua firma risale al marzo 2001, poco prima della morte.

E «Diabolik» ha catapultato di nuovo Milano negli anni Sessanta, dopo il film uscito nelle sale lo scorso 16 dicembre, che già avevano trasformato la città nell'immaginaria «Clerville», i Manetti Bros stanno girando il seguito in varie parti d'Italia, e sono tornati anche sotto la Madonnina. Tra lo scorso dicembre e marzo sarà capitato a tanti di imbattersi nelle riprese, con auto d'epoca parcheggiate in piazza Scala, Lancia Flavia della polizia che sfrecciano dietro al criminale con la tuta nera. Pure il sindaco Beppe Sala a dicembre pubblicò su Instagram un'immagine delle macchine targate «Polizia Clerville» (nella foto sotto) posteggiate vicino a Palazzo Marino con un messaggio ironico: ««Occhi aperti, c'è Diabolik in giro (quanto mi piaceva leggerlo!)». E a brevissimo, non resisterà probabilmente alla tentazione di svelare personalmente la targa che dedica i giardini alle sorelle Giussani. Dall'anno scorso c'è anche un maxi murale a Milano dedicato a Diabolik: per gli appassionati, si trova in via Pesto, è nato dalla collaborazione tra il Municipio 6 e la casa editrice Astorina.

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