Il gip: "L'ergastolano pianificò tutto Ha approfittato del permesso premio"

Dopo la convalida dell'arresto di Cianci: «Sfidò gli inquirenti»

Aveva pianificato tutto e non sarebbe tornato in carcere dopo il permesso premio. Secondo il gip Ilaria De Magistris, che lo ha interrogato in carcere e ha convalidato l'arresto, Antonio Cianci voleva dimostrare le proprie capacità criminali. Il 60enne condannato all'ergastolo per una serie di omicidi commessi negli anni Settanta è stato fermato dalla polizia sabato scorso dopo aver tentato di uccidere un anziano all'ospedale San Raffaele.

Il gip ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Cianci, assistito dall'avvocato Ursula Lionetti, come chiesto dal pm Nicola Rossato. Il giudice ricostruisce come il 60enne abbia approfittato del permesso premio di 12 ore, il terzo ottenuto dopo 40 anni di detenzione grazie al parere favorevole degli operatori di Bollate, per mettere a segno la rapina che aveva progettato. Si è mascherato da inserviente, rubando tuta, guanti, mascherina e apparecchio per misurare la pressione. Sapeva che al piano meno 1 non c'erano telecamere e che poteva passare inosservato. Secondo il gip, l'ergastolano ha «bisogno» di «cimentarsi» in azioni delittuose per «ostentare» la propria «dominanza criminale».

Durante l'interrogatorio Cianci, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha solo pronunciato alcune frasi di «sfida» agli inquirenti. «Ci sono telecamere in quel punto?...», ha chiesto con tono di provocazione riferendosi al luogo in cui ha sottratto a un 79enne il cellulare e meno di 10 euro colpendolo poi alla gola con un taglierino. L'uomo è in carcere da quasi tutta la vita per aver ucciso tre carabinieri e, da minorenne, un metronotte. L'anziano che ha ferito la scorsa settimana per fortuna non è in pericolo di vita. La lesione alla gola ha comunque sfiorato la giugulare. Quando l'aggressore è stato arrestato alla fermata dell'autobus, aveva appena buttato gli indumenti usati per travestirsi, il cellulare della vittima e l'arma del delitto. Appariva «tranquillo» e ha negato le accuse. Scegliendo in anticipo il luogo in cui colpire, proprio perché non era sorvegliato, Cianci ha secondo la valutazione del giudice lanciato la propria «sfida» alla vittima e alla polizia.

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