Giro di vite in bar e negozi In campo una task-force

Controlli su orari e misure anti-assembramento. Parola d'ordine cercare di contenere il contagio

Parola d'ordine: limitare al massimo le situazioni di contagio, quindi gli assembramenti di ogni genere. Nei momenti di difficoltà estrema le complicazioni non sono certamente d'aiuto. Per questo il comitato per l'ordine e la sicurezza ieri mattina si è riunito in sessione straordinaria per valutare come mettere in pratica il più in fretta possibile e nel modo migliore l'ulteriore giro di vite partorito sabato sera dalla Presidenza del consiglio dei ministri contro il coronavirus. Entrerà in vigore da stamane infatti il Dpcmd che ha istituito la zona rossa in Lombardia e in altre 14 province per contenere la diffusione dell'infezione.

Una riunione, quella di ieri mattina in prefettura, tenutasi a porte chiuse e al termine della quale non ci sono stati incontri con la stampa anche perché, a questo punto, tenere le distanze è diventata davvero una priorità e non per modo di dire. In corso Monforte si è parlato quindi del potenziamento - da parte della polizia locale e delle forze dell'ordine - dei controlli già in atto da tre settimane sul fronte anti contagio all'interno di bar, ristoranti, negozi, superstore, sia sul fronte degli orari (si torna alla chiusura tassativa dalle 18 alle 6 per i bar, limite orario allargato anche ai ristorante che, praticamente - e già da ieri sera - per la cena non potranno più aprire) che sulla garanzia delle distanze e del contingentamento. Verifiche strettamente tenute d'occhio come sempre da quel vertice che è il Centro di monitoraggio permanente di palazzo Diotti.

Quindi no, almeno fino al 3 aprile (poi il governo deciderà il da farsi) alla cinturazione e all'istituzione di posti di blocco intorno all'area territoriale di Milano per evitare l'uscita e l'ingresso dei cittadini. Sì, invece, ai «controlli a tappeto» in tutta la città per evitare qualsiasi situazione di assembramento negli esercizi commerciali e nei luoghi pubblici, anche quelli all'aperto.

Ricordiamo che del Centro di monitoraggio permanente istituito per l'emergenza coronavirus dal 23 febbraio nella sede della prefettura, fanno parte la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza, l'esercito, la polizia locale, il Comune, la Città metropolitana, i volontari della Protezione civile, l'Azienda sanitaria territoriale, la Regione, la Croce Rossa, l'Atm e infine Trenord. Lo scopo è quello di raccogliere le segnalazioni di eventuali problematiche applicative delle ordinanze adottate dalle autorità sanitarie; monitorare i provvedimenti adottati dalle autorità locali in seguito all'emergenza; verificare i servizi predisposti dalle forze dell'ordine e dalle polizie locali per assicurare il rispetto delle ordinanze; coordinare tutte le attività a livello regionale con il supporto delle prefetture lombarde; supportare la sala operativa della Regione; rilevare l'andamento dei servizi pubblici (in primis trasporti e igiene) infine gestire tutti quegli aspetti dell'emergenza non strettamente sanitari, segnalati ad esempio da consolati, organizzazioni sindacali, aziende pubbliche e private.

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Commenti
Ritratto di giangol

giangol

Lun, 09/03/2020 - 08:28

Ma cosa non è ancora chiaro??? Dove stare a casa!! È così difficile da capire?? Pioggia di multe strasalate! Bisogna andarci giù pesante.10.000 milaneiro di multa e forse qualcuno inizia a capire