I capolavori del design diventano un museo nella capitale del mobile

A Lissone apre la mostra "Guardare la luna, non il dito" che da aprile sarà permanente

Si è inaugurata nel ricordo di Alessandro Mendini, il grande architetto milanese da poco scomparso, la prima collezione permanente di design al Museo d'arte contemporanea (Mac) di Lissone che diventa così la prima esposizione di design del distretto del mobile più famoso al mondo, quello appunto di Lissone e della Brianza.

Approdata al Mac dopo una lunga attesa, la collezione permanente è concepita e curata dal direttore Alberto Zanchetta, ed è accompagnata dalla mostra «Guardare la luna, non il dito» (aperta fino al 21 aprile). Una mostra che porta un'autorevole collezione in questa autorevole culla del design. I pezzi di culto dei grandi maestri italiani e internazionali ci sono tutti, ma non mancano arredi, complementi di talenti e nomi noti del design contemporaneo. Pezzi entrati nell'immaginario comune come il «Leggio d'Orsay» di Gae Aulenti, il «Segavento» di Livio e Piero Castiglioni, i calcolatori di Mario Bellini, o l'automobilina giocattolo «Discovolante» di Piero Lissoni. Tante le sedute celebri scelte da Zanchetta, basti citare la «Fronzoni '64» di AG Fronzoni, l'«Universale» di Colombo, la «Seconda» di Mario Botta, la «Tuttitubi» di Lorenzo Damiani, la panca «Iron» di Sebastian Bergne e il prototipo di uno sgabello realizzato da Luraschi nel 1972.

Nell'area dedicata alla luce, si trovano le lampade più note della storia del design: dalla «Eclisse» di Magistretti alla «Passiflora» di Natalini e Toraldo di Francia, dal «Cuboluce» di Bettonica e Melocchi alla «Tolomeo» di De Lucchi e Fassina, fino alla più recente «Elica» di Brian Sironi. E non mancano gli oggetti più ironici e originali, come l'appendiabiti «Stella» dei fratelli Mendini, il tavolino «Aile» di De Marco e Fanciullacci, l'orologio ipnotico e perpetuo di Zambelli, l'abito in vinile di Cannavacciuolo e mitico Componibile di Kartell rivisitato da Fabio Novembre.

Ribattezzata nel 900 come la «capitale del mobile», con una storia importante alle spalle ma spesso sottovalutata, Lissone ha sempre custodito il proprio patrimonio locale al Mac e ora lo incrementa con una collezione di design che spazia in tutto il mondo. Il Museo d'arte contemporanea si rivolge al design dal 2007, anno in cui ha istituito un premio biennale per giovani progettisti: in quasi 12 anni ha permesso di realizzare 100 oggetti, oltre 300 disegni tecnici e molti progetti di visual design.

E con la mostra arrivano al museo anche tanti progetti d'autore, prototipi, disegni, manifesti. «La volontà di celebrare l'arte del progetto, all'insegna dell'innovazione e dell'iconicità, trova la via delle sale museali con la mostra Guardare la luna, non il dito - ha spiegato proprio Zanchetta -. Il titolo, che rappresenta la parafrasi di un celebre detto cinese, allude alla necessità di osservare con attenzione gli oggetti in mostra per riuscire a trascenderne la forma e comprenderne più a fondo la progettualità».

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