I musei contano i danni. E il Lirico rischia un altro stop

I civici perdono 400mila euro a settimana. Del Corno: ingressi contingentati quando si riaprirà

Almeno 400mila euro a settimana. É la stima - al ribasso - delle perdite registrate ogni settimana dai musei civici da quando è scattata per decreto il 23 febbraio la chiusura di centri espositivi, cinema, teatri ed eventi per evitare la diffusione del Coronavirus. Un'agonia destinata a durare ancora a lungo e che proseguirà oltre la sconfitta del virus. Citando il modello Shanghai, dove ancora si entra alle mostre con guanti e mascherine obbligatori, obbligo di acquisto del biglietto nominale e ingessi dimezzati, l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno ammette che «dobbiamo prepararci a una ripresa faticosa». L'assessore ha parlato ai consiglieri riuniti in commissione (in videoconferenza) delle conseguenze del Covid-19 sul comparto cultura. E anticipa che anche passata l'emergenza virus «ci diranno gli esperti ma immaginiamo che ci sarà un lento ritorno alla normalità, ci saranno aperture dei musei contingentate». Per guardare avanti ha lanciato l'ipotesi di una «giornata con le sale di spettacolo e cultura aperte alla città, Lo spettacolo di Milano per festeggiare la ripresa della normalità», ma è appunto tutto legato a quali prescrizioni bisognerà ancora osservare. Intanto il Comune sta lavorando sulla proroga delle grandi mostre appena inaugurate e subito chiuse, in primis quella dedicata a «Georges La Tour» a Palazzo Reale. «Cerchiamo di prorogarla all'estate - spiega - anche se serve una difficilissima negoziazione con 25/30 musei sparsi in tutto il mondo che ci hanno prestato le opere, per fortuna la solidarietà nei confronti del nostro Paese non sta mancando. E facendo slittare alcune mostre dovremo cercare di non cancellare quelle che abbiamo già in calendario, facciamo una programmazione triennale».

Il consigliere Pd Alessandro Giungi e di Forza Italia Alessandro De Chirico hanno sollecitato l'assessore sul tema del teatro Lirico, il «cantiere infinito» che vedeva finalmente la luce in fondo al tunnel e subirà quasi certamente un'ennesima battuta d'arresto. «Prima dell'emergenza abbiamo fatto quanto era possibile perchè il Lirico potesse aprire nella prossima stagione teatrale» ossia a settembre/ottobre e «mi sentirei di dire che aprirà, ma quando e in cge forma lo capiremo più avanti. Ci sono difficoltà oggettive in queste settimane nell'approvvigionamento dei materiali e ora potrebbe scattare dal governo lo stop dei cantieri». Ha riepilogato i sostegni già garantiti da governo e Comune a teatri e cinema, fermo restando che «sono in una tragica crisi di liquidità, non incassano dal 23 febbraio e devono coprire stipendi e spese. Stiamo cercando di capire come agire in maniera efficace».

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Commenti

cir

Sab, 21/03/2020 - 16:25

ce ne frega un bel nulla . siete l' ultima delle necessita'.