I truffatori del boiler: presi nonno e nipote

Falsi controlli alle caldaie, finiscono in manette dopo la denuncia di una cliente

Cristina Bassi

In apparenza avevano tutte le carte in regola, era praticamente impossibile capire che in realtà erano truffatori. Nonno e nipote, di 59 e 18 anni, comparivano su alcuni siti internet come idraulici autorizzati a effettuare il controllo dei fumi e alla certificazione delle caldaie, si presentavano con abiti e attrezzature da professionisti, rilasciavano certificati e fatture con timbri, partita Iva e indirizzo della ditta. Peccato che ognuno di questi elementi fosse falso e che i due uomini facessero solo finta di monitorare gli impianti. L'unica cosa vera erano i contanti che intascavano dalle vittime, per lo più anziani.

Secondo gli inquirenti a cadere nell'inganno sono stati in 300 solo nell'ultimo anno. Tutte persone che credevano di avere in casa una caldaia ancora funzionante e invece non potevano averne la certezza, visto il controllo simulato dai truffatori, con chiare conseguenze per la sicurezza. Pagavano dai 110 ai 300 euro: la truffa avrebbe fruttato oltre 60mila euro. Venerdì scorso Giovanni e Marco Nutile sono finiti in manette. Sono stati colti sul fatto, con la tuta da lavoro, dagli agenti del commissariato Comasina, guidati dal dirigente Antonio D'Urso. Li seguivano da un po' e cinque giorni fa li hanno bloccati subito dopo che avevano svolto il proprio «lavoro» in una palazzina di via Canonica. Il rilevatore che utilizzavano non si accendeva neppure.

Tutto ha cominciato a venire a galla quando una cliente dei due finti idraulici ha chiamato altri tecnici (veri) perché la caldaia si era rotta pochi giorni dopo il presunto controllo dei fumi. In quel momento le è stato detto che i documenti che le erano stati rilasciati alla precedente ispezione erano contraffatti. Così è partita la denuncia ed è scattata l'operazione «Boiler». I poliziotti sono risaliti ai Nutile attraverso il webmaster dei loro siti, che non era mai stato pagato. I clienti arrivavano a loro in modo del tutto regolare, telefonandogli e chiedendo l'intervento dopo aver cercato online l'elenco dei tecnici idonei a certificare gli impianti. Le pagine web presentavano anche i loghi di importanti produttori di caldaie, usati come specchietti per le allodole. Pure i timbri e la partita Iva sui documenti rilasciati erano fasulli e alla sede della pretesa ditta, in viale Certosa 11, c'è una sala slot. È grazie a una sorta di libro mastro con la lista degli appuntamenti che gli inquirenti sono risaliti alle vittime del raggiro. Giovanni e Marco Nutile, entrambi con precedenti penali, sono in carcere, dove si trova già e sempre per truffa il figlio del primo e padre del secondo. La polizia e la Procura hanno diffuso le foto segnaletiche e invitano tutti quelli che hanno ricevuto una loro visita a farsi avanti.

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