Cronaca locale

«Immagini a canestro» ripercorre la storia del basket e assi indimenticabili

Immagina di andare a canestro con le emozioni e la fantasia. È la volta buona che a portarti in alto sarà anche il digitale, oltre naturalmente alla storia del basket. Tutto accade non in un classico palazzetto dello sport, magari in formato Nba, ma al Samsung District di viale della Liberazione 9 a Milano, dove sta andando in scena la prima mostra al mondo sulla storia dell'Nba.

S'intitola «Immagini a canestro: Ball Don't Lie» ed è una mostra molto particolare ed emozionante, ideata e curata da Massimiliano Finazzer Flory per l'Nba e organizzata da La Gazzetta dello Sport e dalla stessa National Basketball Association, con ingresso gratuito (aperta sino a sabato, dalle 12 alle 21).

C'è la storia: quella dal 1990 al 2015, quella che usciva dagli States per andare a canestro all'Olimpiade di Barcellona '92 con una squadra americana che contava per la prima volta giocatori come Michael Jordan, Larry Bird, Magic Johnson. Stelle del firmamento del basket, più che giganti del canestro. Era l'ossatura del «dream team». Quello che non perdeva mai. La mostra arriva fino al basket mondiale - e non più solo americano - di fenomeni come LeBron James. Si rivivono i momenti più emozionanti, le azioni più belle, i tiri più sorprendenti degli ultimi 25 anni di pallacanestro.

Ci sono le immagini, in azione, con 48 video istallazioni. È infatti una rassegna multimediale che ricrea l'atmosfera di un campo di gioco ed è allestita simbolicamente attraverso i numeri del basket. Divisa in quattro quarti, è articolata in dieci sezioni. Tra una postazione e l'altra ti possono rapire citazioni etiche dei giocatori.

Non a caso secondo Finazzer Flory «Il basket è sospensione, dove saltare due centimetri in più di un avversario alto 210 cm può significare provare l'esperienza del volo». E ancora: «Il basket è colore». Ed è uno sport di squadra proiettato in avanti. Ma anche in alto come questa rassegna che fa salire l'emozione anche sfruttando il digitale: «Come primo curatore italiano di una mostra americana mi sento con la palla in mano in lunetta a tempo scaduto con due tiri liberi. Posso sbagliare il primo. Ma non il secondo. Tra l'uno e l'altro tiro il pensiero rimbalza», finalizza bene Finazzer Flory.

Immagini a Canestro, è anche qualcosa di «familiare». Un omaggio ai padri e ai figli che giocando a basket insieme possono convincersi che saltare più in alto è possibile. Tutto è possibile come per un fenomeno di casa nostra come Danilo Gallinari che l'ha visitata in anteprima e al quale è stato dedicato un video delle sue più belle azioni in maglia Denver.

Commenti