Immigrati accolti nella scuola con l'amianto

Sono cominciate venerdì le operazioni di «maquillage» della Stazione. Tradotto: per impedire che i profughi che continuano ad arrivare in Stazione, diretti in Nord Europa, dormissero sotto le volte della Centrale, venerdì notte sono state installate delle griglie per chiudere i mezzanini. Nel weekend dunque i migranti, eritrei soprattutto e siriani, sono stati accompagnati nei centri di accoglienza per la notte. Quattro tende sono state allestite in tutta fretta venerdì nel centro di smistamento di Bresso, altri posti letto sono stati ricavati nelle strutture di via Saponaro, via Aldini, via Mambretti, alla casa della Carità, e in via Martinelli. Per un totale di 1.350 posti letto che saliranno a 1.550 con l'apertura mercoledì del Cara, il nuovo centro di smistamento di via Corelli, dove saranno montate delle tende della Croce Rossa, come ha ufficializzato ieri il ministro dell'Interno Angelino Alfano.

Con un piccolo particolare, la struttura di via Martinelli (dietro il Naviglio Grande), è stata chiusa due anni fa per amianto. Ma forse per Palazzo Marino questo particolare non conta: se l'asilo non è agibile per i piccoli milanesi, va benissimo come ricovero (al veleno) per i sopravvissuti di guerre, eccidi e viaggi della speranza. Da venerdì, infatti, trascorrono la notte nell'asilo, che probabilmente sarà abbattuto a settembre, oltre 140 persone. Così oltre a mettere a rischio la salute dei migranti che dormono nella struttura da quattro notti, si fanno passare notti insonni ai residenti. Gli abitanti sono preoccupati per la sicurezza del loro quartiere, stretto tra il Naviglio e Corsico. «Non c'è presidio sanitario nè di polizia - attaccano gli abitanti - non si vede nemmeno un vigile davanti alla scuola, la gente va a e viene tranquillamente, senza che nessuno controlli».

«Ho chiesto all'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino - spiega Marco Onsnato, consigliere comunale di Fdi nel suo intervento in aula sull'emergenza profughi - di relazionarci sulle prospettive di accoglienza dei profughi. Non è pensabile che all'insaputa di tutti, queste persone siano “mollate” in giro per la città per consentire a Pisapia di rilasciare trionfanti interviste sulla stazione “liberata dall"accampamento”. Milano, ancora una volta, è vittima del furore ideologico di Pisapia e del Pd che hanno predicato un'accoglienza totale e ora sono nel più pieno imbarazzo perché incapaci di gestire l'emergenza! Purtroppo per l'ennesima volta a pagare saranno i cittadini delle periferie milanesi!».

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