«Impediremo quello sgombero» La firma? Del presidente di zona

Di lotta e di governo. C'è una sinistra che da decenni vive sul filo: un piede dentro le istituzioni, l'altro nei movimenti che propagandano «un'altra legalità». Così sembra spiegarsi il caso di un presidente di zona che con il partito sarebbe pronto a scendere in piazza per «ostacolare» lo sgombero di un bene pubblico da parte delle forze dell'ordine (ma poi si smarca). Il caso è stato sollevato dal Pdl. Il bene in questione è lo stabile Aler di via Apollodoro, occupato in aprile dal collettivo Lambretta. L'Azienda lombarda edilizia residenziale reclama l'immobile, per il quale ci sono progetti legati a Expo. E lo sgombero è stato chiesto anche dalla minoranza, che a suo tempo ha presentato una mozione (bocciata) per impegnare il Comune ad attivarsi per il ritorno al legittimo proprietario.
Ora la vicenda si riapre. Ma come ha fatto il presidente di zona per infilarsi in questo pasticcio politico-istituzionale? Renato Sacristani è un militante di Rifondazione comunista, e oltre a guidare il Consiglio di zona è anche segretario del circolo di zona del Prc. Il circolo ha diffuso un comunicato che manifesta «solidarietà e affetto per i ragazzi del collettivo sotto sfratto». Ma non si limita ai sentimenti. Giudica «positivamente l'occupazione» delle palazzine», la definisce «un'esperienza fresca, entusiasta, arricchente, alternativa in una Milano troppo ostile e avara» verso i giovani. Considera «singolare l'attenzione delle autorità verso i ragazzi del Lambretta», e definisce lo sgombero «programmato sotto l'ipocrita paravento della difesa della legalità». Quindi fa appello alla giunta comunale affinché «dopo il primo tentennante anno di insediamento, sfoderi la sua vena più progressista contrastando le speculazioni e sostenendo queste doverose lotte di denuncia sociale». Soprattutto sentenzia che «lo sgombero va ostacolato». I dirigenti del circolo Prc si impegnano «a essere presenti quando avverrà» e invitano «tutte e tutti» consiglieri di zona e comunali a tenersi pronti per una ampia mobilitazione». «Affermazioni di una gravità inaudita» commenta il vice capogruppo Pdl Vincenzo Viola, chiedendosi «come i cittadini di zona 3 possano fidarsi di un presidente che fomenta la piazza contro il ripristino della legalità». Il Pdl, con un'interrogazione domanda ufficialmente a Sacristani se sottoscriva le dichiarazioni del circolo, e al comandante dei vigili chiede di verificare «se il presidente e/o i consiglieri durante l'eventuale sgombero cerchino di ostacolare il normale ripristino della legalità». Il consigliere Federico Santoro annuncia anche un'interrogazione al sindaco: «Gli chiederemo di esprimersi su tali dichiarazioni, che, se sottoscritte ufficialmente, insieme ai giudizi critici sulla giunta, dovrebbero portare le forze di maggioranza a una seria riflessione sulla persona che guida il Consiglio di zona». «Deve dimettersi», rincara Viola.
Sacristani poi prende le distanze dal suo circolo e si richiama al documento dei gruppi di maggioranza che - riporta - «non chiede lo sgombero e il “ripristino di una legalità” che per decenni ha significato anche un degrado bestiale». «La maggioranza - spiega -lavora con il Comune alla ricerca di spazi e luoghi da offrire ai giovani». «Se avvenisse uno sgombero che cercherò di scongiurare - annuncia - il mio impegno istituzionale sarà quello di essere presente, non certo per impedirlo, ma per evitarne risvolti violenti e uno sgombero traumatico».

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