L'antimafia chiude la pizzeria Da Michele

Il locale, che prima era il «Ricci» di Belen e Bastianich, nel mirino della Prefettura

Ieri il profilo Facebook del locale avvertiva i clienti che «l'Antica Pizzeria Da Michele Milano rimarrà chiusa per qualche giorno per lavori di manutenzione straordinaria. Vi terremo aggiornati sulla data di riapertura». Ma le comunicazioni sulle interdittive anti mafia raccontavano una storia diversa. E cioè che a seguito del provvedimento di prevenzione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata adottato dal prefetto nei confronti della società «Fornace Milano srl», l'Unità annonaria della polizia locale ha messo i sigilli alla pizzeria che si trova in piazza della Repubblica 27.

Ieri la chiusura del locale, con la notifica del provvedimento di revoca della licenza commerciale al pubblico esercizio. L'istruttoria che ha portato alla misura è stata condotta della Questura. La pizzeria da Michele era approdata a Milano, salutata con entusiasmo dagli amanti della «vera» pizza napoletana, nel dicembre del 2017. Con 170 coperti il locale che fa capo ai Condurro, storica famiglia di pizzaioli dal 1870 a Forcella, si aggiungeva a quelli già aperti in Italia e nel mondo, tra Londra, Barcellona, Tokyo, Los Angeles, Dubai. Sempre in zone centralissime. La sede dagli interni molto curati, all'angolo tra via Vittor Pisani e piazza della Repubblica, si trova in un palazzo di pregio. Ma prima che arrivassero i pizzaioli napoletani, il locale era già un punto di riferimento della movida milanese, ritrovo di vip e di modelle. Dall'estate del 2015 infatti qui era di casa Belèn Rodriguez, proprietaria insieme a Joe Bastianich (e al ristoratore Luca Guelfi) dell'insegna «Ricci». Il celebre ex giudice di Masterchef aveva contribuito con la propria esperienza internazionale nel settore, mentre la showgirl argentina seguiva le pubbliche relazioni e non era raro vederla girare tra i tavoli. Ma anche prima dell'arrivo di Belèn-Bastianich il Ricci con il suo dehors sotto i portici era un luogo di tendenza, per un periodo anche molto gay friendly. Poco più di due anni fa poi il passaggio di testimone a «Michele». Secondo i dati più recenti a disposizione, in città viene emessa un'interdittiva anti mafia ogni dieci giorni a carico di attività commerciali.

Due giorni fa invece, per motivi di ordine pubblico e non in chiave anti cosche, il questore ha chiuso il bar «Time Club Milano» di via Tullo Massarani, all'angolo con corso Lodi. La licenza dell'esercizio pubblico è stata sospesa per 15 giorni. Il provvedimento è stato notificato ai proprietari dagli agenti del commissariato Mecenate. Alla base della misura le risse e le aggressioni tra clienti nel locale, in alcuni casi con feriti finiti in ospedale. Oltre agli interventi per i minorenni che abusavano di alcol e al fatto che il bar fosse «abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose». Già nel maggio del 2019 c'era stata una sospensione della licenza.

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