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L'assalto degli abusivi ai cassonetti della Caritas

Protesta del quartiere per lo stabile comunale di via Faravelli occupato da extracomunitari

Dai palazzi di fronte si vedono i materassi sistemati come giacigli nelle stanze disabitate da anni, non sanno quantificare quanti possano essere gli inquilini. Tra via Faravelli e piazza Turr, zona Fiera, c'è un palazzo di proprietà comunale vuoto da tempo, doveva (e dovrebbe) essere abbattuto ma al momento i lavori sono rinviati a data da destinarsi e come spesso accade nell'immobilismo il palazzo che confina con una sede di Milano Ristorazione è stato occupato da extracomunitari. Il tetto dell'edificio peraltro è coperto di amianto, un rischio per gli stessi abusivi secondo i residenti del quartiere che più volte hanno sollecitato un intervento da parte del Comune, scrivendo ai vigil o agli assessorati competenti. Della presenza di eternit sembrano tutti piuttosto bene informati. Date per eventuali sgomberi e demolizioni invece rimangono per ora avvolte nel mistero.

Chi protesta ha inviato ai vigili le foto dello stabile in stato di abbandono e ha colto sul fatto gli extracomunitari mentre saccheggiavano anche il bidone giallo della Caritas destinato alla raccolta di abiti per i più bisognosi. Immagini girate anche al capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi che raccoglie la protesta: «La sinistra continua con le sue politiche buoniste e manca di decisionismo. Per il sindaco Sala la sicurezza dei milanesi non è una priorità».

Davanti all'ex caserma Montello di via Caracciolo che ospita da circa un anno i profughi invece è andato in scena un blitz del Comitato zona 8 solidale.

Gli attivisti hanno acceso fumogeni e posizionato a ridosso del portone una ventina di scatoloni con disegnato un punto interrogativo. «Le persone che vivono qui dentro non sono pacchi postali da spostare da un luogo all'altro, ma persone» è la denuncia.

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