Cronaca locale

Legata e cranio sfondato Uccisa donna di 90 anni

Non solo la rapina tra le piste seguite dagli investigatori per risolvere il giallo

Legata e cranio sfondato Uccisa donna di 90 anni

Un caos di mobili aperti e spostati, biancheria che trabocca dai cassetti, oggetti buttati a terra come nella strenua ricerca di qualcosa che non si trova e tanto, tantissimo sangue. Un disordine inquietante, eccessivo e che forse proprio per questo potrebbe non essere il risultato di una tentata rapina finita male, bensì di una calcolata messinscena. Il cadavere della 90enne Carla Quattri Bossi - trascinato sul pavimento, dalla sala alla camera da letto, con il cranio sfondato quindi avvolto in uno strofinaccio e i polsi legati da un pezzo di stoffa - ieri mattina è stato trovato qui, nell'appartamentino che era la sua abitazione al pianterreno del «Podere Ronchetto», una grande cascina in aperta campagna di proprietà dell'anziana e dei quattro figli, una struttura che produce riso e in via di ristrutturazione per essere trasformata in un agriturismo. Una sorta di corte con attorno piccole abitazioni e una chiesa che formano quasi un piccolo borgo in via Pescara 37, a sud del Gratosoglio e a pochi chilometri dal comune di Rozzano. Poco prima delle 10 il silenzio campestre - rotto fino a quel momento solo dal canto incessante del grosso gallo sull'aia adibita a parcheggio a pagamento per camper - è stato scosso dall'urlo della segretaria della struttura. La donna, una quarantenne che abita altrove ma ogni mattina si reca nel podere, si era stupita di non aver trovato l'anziana già in giro per la proprietà ed era andata a cercarla in casa. Carla Quattri Bossi, infatti, era molto in gamba: non solo teneva la contabilità della struttura, ma abitava lì da sola. Uno dei figli, Francesco, vive in un'abitazione dal lato opposto di via Pescara, ma fuori dal podere, mentre gli altri figli della donna, un maschio e due femmine, risiedono altrove. Nell'edificio che ospita la struttura agricola, ma in un'altra ala rispetto all'appartamento della 90enne, hanno la stanza quattro stranieri che lavorano e abitano lì: un bulgaro, un filippino e da meno tempo un nigeriano e un ragazzo del Gabon che svolgono lavori socialmente utili.

L'urlo della segretaria è stato sentito dal proprietario di uno dei camper che è accorso accanto alla donna e ha lanciato subito l'allarme. Erano le 9.50. Sul posto è arrivata immediatamente un'ambulanza, quindi gli investigatori della squadra mobile diretti da Marco Calì e i poliziotti della Scientifica. Il medico legale, giunto in seguito, ha stabilito che Carla Quattro Bossi è stata uccisa intorno alle 23 di sabato.

L'ultima volta che è stata vista viva, poco prima delle l'anziana stava percorrendo a piedi i pochi metri che separano la parrocchia dei santi Pietro e Paolo di via Manduria da casa sua, all'interno della vasta fattoria. L'anziana aveva assistito alla messa delle 18.30, quindi era tornata nell'abitazione. Complicato comprendere cosa le sia accaduto nei momenti successivi al suo rientro a casa, dopo che la donna si era apparecchiata la tavola con cura, ma senza chiudere la porta d'ingresso che sprangava solo prima di andare a letto. Un vero e proprio rebus per gli investigatori: nel parcheggio per camper sabato sera pare non ci fosse nessuno; tra gli stranieri, gli unici che abitavano al «Podere Ronchetto» oltre alla vittima, nessuno ha sentito rumori strani o grida. I quattro uomini ieri sono stati portati in questura e interrogati, insieme ai famigliari della morta.

«Ma per ora non possiamo davvero escludere nulla - spiega Calì, al suo primo omicidio milanese -. L'arma del delitto, un oggetto contundente, potrebbe trovarsi tra quanto repertato dalla Scientifica, ma l'assassino potrebbe anche averla portarla via, magari insieme al cellulare della vittima».

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