Legionella, via alle bonifiche La Regione attacca il Comune

Per l'assessore Gallera non era necessario sospendere il servizio. MM spiega come usare l'acqua senza rischi

Michelangelo Bonessa

Qualcuno la prende sul ridere: «Hai visto? Hanno aperto l'autolavaggio!» scherzano i residenti delle case popolari di via Rizzoli. Sorridono parlando dei nove rubinetti installati da Metropolitana milanese nella notte: venerdì l'azienda è dovuta intervenire dopo che l'Ats, la vecchia Asl ha rilevato tracce di Legionella Pneumophila nell'impianto condominiale di uno stabile e ha interrotto il servizio. Per non lasciare i 128 appartamenti senza acqua, MM ha creato a un impianto di fortuna nel parcheggio.

E ha iniziato, con Croce Rossa e Protezione civile, la distribuzione di taniche e bottiglie. La decisione però è stata fortemente criticata da Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia in quota Forza Italia, che ha parlato di decisione «inadeguata e soprattutto non richiesta dal Dipartimento di Igiene e Protezione, consigliando pertanto di ripristinare il servizio, almeno per l'acqua fredda». A seguito dell'intervento, sono arrivati i complimenti sarcastici al Comune «per non aver saputo gestire l'emergenza» da Marco Cagnolati, consigliere di municipio 3 di Fi.

Metropolitana invece ha fatto sapere che nel pomeriggio «ci sono state verifiche tecniche e un confronto tra Ats e MM e si è deciso di ridare sia acqua calda che acqua fredda». Si tratta però di una erogazione temporanea perché martedì inizieranno le procedure di bonifica, quindi il servizio subirà altre interruzioni. Nel frattempo sono stati distribuiti materiali informativi per un utilizzo sicuro dell'acqua contaminata, perché «il batterio c'è» sottolineano dall'azienda. La situazione sembra dunque destinata a trascinarsi.

MM sta già selezionando le aziende specializzate per gli interventi di bonifica, imprese che solitamente hanno come i clienti gli ospedali. Un percorso non semplice: «Stiamo aspettando il cronoprogramma» fanno sapere da MM. Gli inquilini sanno che si era verificato un caso di legionellosi in un residente a giugno. L'uomo, già affetto da gravi patologie, è stato curato all'ospedale Niguarda, dove c'è un centro regionale di riferimento per questa malattia. La notizia però non sembra essere arrivata tempestivamente all'Asl che ha eseguito delle verifiche nel civico 83 di via Rizzoli solo il 9 agosto. E ha inviato la comunicazione a Metropolitana milanese che è intervenuta subito «perché sentiamo anche il carico del fattore umano nello svolgere un servizio pubblico», fanno sapere.

Nel danno, una beffa: la stessa azienda aveva appena svolto delle analisi proprio negli stabili di via Rizzoli, ma in civici diversi e senza riscontrare la presenza di legionellosi. Quindi è possibile che si tratti di un caso molto limitato. Nel nord Milano però si era parlato di legionellosi per la contaminazione di 350 appartamenti proprio nella zona Niguarda. Era il 2014 e la cooperativa Abitare dovette bonificare tutto. Operazione non facile perché il batterio è molto resistente. Secondo il centro specializzato dell'ospedale Niguarda, l'habitat preferito del patogeno sono tubature e impianti idrici e la sua trasmissione non avviene tra uomo e uomo. L'unico sistema è entrare in contatto con le acque contaminate o con aerosol delle stesse.

Le procedure per estirparla dipendono anche dal tipo di batterio: a volte è sufficiente l'applicazione di filtri particolari, a volte è necessaria la bonifica totale delle tubature. Le persone più colpite sono quelle più deboli come gli anziani e i malati. Secondo dati del 2015, Il tasso di letalità della legionellosi è pari al 14% su un totale di 1.200 casi notificati in tutta Italia in un anno.

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