L'Expo riporta Picasso a Milano

Per il 2015 arriverà il cartone di «Guernica»: il capolavoro a Palazzo Reale insieme al «Quarto Stato»

L'Expo riporta Picasso a Milano

Il Pablo Picasso di Guernica che per l'Expo sarà «messo a dialogare» con il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo che torna nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. L'allestimento voluto dall'allora assessore alla Cultura della giunta Moratti Vittori Sgarbi che ieri ha presentato la nuova iniziativa con Roberto Maroni. A smentire quel «gelo» che sembrava calato con il governatore che lo aveva nominato ambasciatore dell'Expo per le Belle Arti. Appuntamento il Primo maggio con il cartone preparatorio dell'arazzo di Guernica commissionato nel 1955 da Rockfeller per il Palazzo dell'Onu a New York, replica del capolavoro ora a Madrid e già esposto a Milano nel 1953.

Definitiva, invece, la rinuncia ai Bronzi di Riace sostituiti dall'arte romana dei Bronzi dorati da Cartoceto, unico gruppo scultoreo in bronzo dorato di tutta l'antichità e composto da due cavalieri, due cavalli e due donne in piedi. «Sarà per il mondo intero una rivelazione ancor superiore a quella dei due guerrieri», assicura Sgarbi che non rinuncia alla polemica dicendo che «gli unici che hanno rotto i c... sono quelli di Reggio Calabria, che non è nemmeno in Italia». Mentre il vero Albero della vita, per Sgarbi, «non sarà quello a cui pensano Marco Balich e Diana Bracco», ma il gioiello dell'arte orafa senese-aretina dei maestri Ugolino da Vieri e Gabriello D'Antonio del XV secolo in cristalli di rocca e corallo (simbolo del sangue di Gesù) e conservato nel Palazzo Comunale di Lucignano. Tre metri di altezza, 12 rami sostegno per piccoli medaglioni reliquiari e al culmine un Crocifisso con un pellicano che si ferisce il petto per sfamare i piccoli con il proprio sangue. A emulare l'atto supremo di Gesù Cristo.

Nuovi tasselli del grande progetto di «un'Expo universale di Milano a Milano - ha sottolineato Sgarbi - Lo devono sapere quelli che finora l'hanno pensata come se fosse in una landa deserta del Messico». Di qui la riproposizione del grande piano dei padiglioni in città a cominciare da Palazzo Litta che ospiterà i Bronzi di Cartoceto e l'Albero della vita, Santa Maria presso San satiro per Bramante, Santa Maria delle Grazie per Leonardo (con Palazzo Bagatti Valsecchi che accoglierà la prima esposizione mondiale della Bella principessa ), Palazzo Bagatti Valsecchi per il trittico ricomposto di Antonello da Messina, il Castello Sforzesco per Michelangelo, Brera e Ambrosiana per Raffaello e Caravaggio, Palazzo Clerici per Tiepolo, Palazzo Morando per Stendhal. E i Futuristi al Museo del Novecento dove Sgarbi vuol far arrivare «altri dieci capolavori, perché il Futurismo è la vera anima dell'Expo». E poi itinerari in tutte le province lombarde per valorizzare tesori come la Certosa di Pavia, i Sacri Monti di Varese, Santa Giulia a Brescia, il Santuario di Tirano e il Trenino rosso del Bernina, la Cappella Suardi a Trescore Balneario («La Cappella Sistina di Lorenzo Lotto»), Villa Olmo a Como, l'Albero della vita nel Duomo di Monza, i castelli del Piacentino, il Museo della follia nel Palazzo della Ragione a Mantova. E il Vittoriale di Gabriele d'Annunzio a Gardone.

Maroni conferma uno stanziamento da 10 milioni di euro più gli sponsor privati come la Maperi del presidente Giorgio Squinzi che potrebbe finanziare l'omaggio a Giorgio De Chirico e Alberto Savinio. «Ma che potranno essere anche di più - aggiunge polemico - Perché se i governo non metterà i 60 milioni promessi all'Expo, faremo altrettanto non mettendo la nostra quota per il 2015». Altri 18 milioni da dedicare alla «promozione culturale».

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