L'impatto dei lavori nel tratto Dateo-Concordia Sarà necessario abbattere oltre cento alberi

L'impatto dei lavori nel tratto Dateo-Concordia Sarà necessario abbattere oltre cento alberi

Doveva essere un sopralluogo per valutare il degrado nei giardinetti di corso Indipendenza, affollati da rom e clochard. Ieri mattina i consiglieri comunali si sono invece ritrovati a gestire le proteste del quartiere contro la statua «hard» spuntata giovedì scorso vicino al parco giochi dei bambini (è stata ripudiata per giorni da mezza giunta, salvo scoprire che aveva tutte le autorizzazioni del caso e resterà lì fino al 20 gennaio) e i timori sui cantieri della linea M4, ormai confermati secondo le indiscrezioni di Repubblica non smentite ieri dal sindaco. Giuliano Pisapia dopo molti tentennamenti, e soprattutto dopo che il Pd nazionale ha fatto «ballare» giorni fa la sua ricanditura, si è deciso a portare in giunta venerdì prossimo o al più tardi ai primi di dicembre la delibera per costituire la società M4. Un atto che le banche ritengono indispensabile per concedere il closing finanziario per l'opera a Comune e soci privati entro il 31 dicembre. Sarebbe la garanzia che non ci saranno altri ripensamenti istituzionali. E Pisapia è pronto a metterla nero su bianco. Ma i primi cantieri a partire saranno proprio sull'area visitata ieri dai consiglieri: due stazioni della quarta linea metropolitana verranno costruire in piazzale Dateo e in piazzale Susa, una in Tricolore di fronte all'Opera San Francesco, e i manufatti necessari all'infrastruttura saranno realizzati lungo viale Argonne, corso Indipendenza. L'impatto dei cantieri sul traffico? Circa cinquanta mesi di lavori (e disagi) ha messo in chiaro il settore Trasporti ai consiglieri durante il sopralluogo. Sarà prevista una circolazione a senso alternato, per non bloccarla mai lungo tutta la direttrice, ma il caos sarà assicurato. É l'altra area calda per le proteste, oltre a zona Solari dove i sit-in sono già scattati mesi fa. E a preoccupare la sinistra ambientalista è il numero di alberi da sacrificare all'opera, almeno un centinaio. In parte saranno ripiantati, e tra quattro anni l'intera zona sarà riqualificata. Ma si sa bene che per ogni ramo che cade c'è «spunta» un comitato. Anche il consigliere Fi Fabrizio De Pasquale chiarisce già che «siamo assolutamente favorevoli alla M4, ma andrò fatto il massimo per contenere la quantità di piante da tagliare».

Non si arrende in via Mac Mahon il comitato civico per la tutela degli olmi. Aveva presentato un ricorso al Tar per chiedere la sospensione dei lavori per l linea tranviaria che metterebbe a rischio gli olmi, è stato bocciato ma ieri si è appellato al Consiglio di Stato.

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