Lupi si toglie i sassolini e lancia la doppia sfida: "Voto è test nazionale"

L'ex ministro: «Un X-Factor sul candidato» Bernardo lancia la civica: «Puntiamo al 5%»

Lupi si toglie i sassolini e lancia la doppia sfida: "Voto è test nazionale"

Voleva correre come candidato sindaco del centrodestra, ha pagato (anche) il veto di Gabriele Albertini e ora Maurizio Lupi si toglie qualche sassolino. Lancia i capilista di Milano Popolare e la «festa popolare» del 4-5 settembre nel parco Chiesa Rossa, con dibattiti e incontri (domenica alle 11.30 quello con Luca Bernardo e il sindaco di Genova Marco Bucci) e sottolinea che «non abbiamo fatto una bellissima figura» sulla scelta del frontman, «sembrava X Factor». E ora avverte che «le prossime amministrative saranno anche un test nazionale molto importane per il centrodestra. Siccome ci candidiamo ad amministrare l'Italia, è chiaro che sarà fondamentale il risultato che otterremo nelle grandi città. Saremo capaci di governarle? Avremo messo in campo le persone migliori per poter essere alternativi alla sinistra?». Non si candida capolista ma sui manifesti c'è il volto del leader di Noi con l'Italia, idem hanno fatto Giorgia Meloni e Matteo Salvini in questa fase, «è giusto che noi leader ci mettiamo la faccia» insiste Lupi. E sembra parlare più agli alleati che ai giornalisti in sala quando dice che «forse qualcuno ha dimenticato che nel 2016 Milano Popolare è stata terza lista più votata del centrodestra dopo Fi e Lega», la lista Parisi arrivò quarta e Fdi non riuscì a eleggere neanche un consigliere. Reclama dunque «dignità» per il partito, che ha espresso di nuovo il presidente uscente Alessandro Bramati nel Municipio 5 ma una zona in quota a Lupi all'inizio non era scontata. «Senza il centro non si vince» puntualizza. Al candidato sindaco Luca Bernardo consiglia invece di «non prendere i difetti della vecchia politica, non cada nei tranelli del dibattito su fascismo e antifascismo o negli attacchi all'avversario, lo abbiamo scelto perché è espressione della società civile, porti freschezza, si riparta dalle periferie, non si dia un colpo al cerchio e uno alla botte, si parli di temi molto concreti e del futuro della città». «Concretamente Milano» è anche lo slogan di Milano Popolare. Capolista è il capogruppo uscente Matteo Forte, al secondo posto l'avvocato Andrea Del Corno e poi le consigliere di Municipio uscenti Stefania Bonacorsi e Mariangela Paladino, in lista anche l'ex consigliere comunale Claudio Santarelli. Lupi attacca anche il candidato sindaco di Italexit Gianluigi Paragone in piazza contro i green pass: «Milano non merita candidati con posizioni no vax». E lancia l'allarme sullo smart working: «Se continua ancora Milano è morta, dobbiamo avere il coraggio di dirlo». Anche il commissario cittadino Alessandro Colucci invita tutto il centrodestra a «parlare di temi concreti». E anche Forte puntualizza che «senza il nostro 4 per cento non avremmo vinto in cinque Municipi su nove».

Bernardo ha lanciato ieri la lista civica guidata da Antonio Genovese, unico allenatore di calcio professionista d'Europa in carrozzina, e l'avvocato Maria Sole Brivio Sforza. Solo al 38esimo posto, per dare priorità ai civici, il consigliere uscente Manfredi Palmeri, «unico politico» precisa Bernardo. Obiettivo della civica? «Qualcuno dice che correttezza vorrebbe un 5% - risponde - Io guardo più a quanto sono belle le persone in lista. Penso che possa fare un bel risultato». Mancava il candidato presidente del Municipio 3, Fdi ha scelto Moreno Gussoni, ex presidente della Croce rossa Lombardia.

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