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Madonnina nascosta, un velo di bugie

Ragioni estetiche? In piazzetta Reale hanno messo cavalli e aerei da guerra. E in rete corre l'ironia

Madonnina nascosta, un velo di bugie

Era l'aprile del 2011 quando piazzetta Reale fu coperta da una montagna di sale, l'opera creata da Mimmo Paladino per rendere omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Circa 150 tonnellate di cloruro di sodio, un pendio di 35 metri di diametro e dieci metri d'altezza, con cavalli e uomini che emergevano fino alla cima del pendio. Restò lì dal 7 aprile al 26 giugno, a cavallo delle due amministrazioni: piazzato quant'era sindaco Letizia Moratti, smontato dopo l'insediamento di Giuliano Pisapia a Palazzo Marino. Ma lo slargo di fronte a Palazzo Reale e la stessa piazza Duomo ne hanno viste in questi anni di tutti i colori. In ogni senso. Rossa era la riproduzione a grandezza naturale della locomotiva del «Frecciarossa 1000» sbarcata nell'ottobre 2012 tra Palazzo Carminati e la cattedrale. Bianche la cinquantina di pecore che nel settembre 2013 hanno scorrazzato dentro ad un recinto allestito dal Comune in piazza Duomo, sul lato Rinascente, per dimostrare ai cittadini le fasi di lavorazione della lana. Sempre in piazzetta Reale invece, visto che è inutile girare intorno al nodo della polemica, nel novembre 2011 è stata inaugurata anche dal sindaco Pisapia l'esposizione di aerei e cannoni dell'Aeronautica militare. Non sorprende che persino un esponente cattolico del Pd, il vicepresidente del consiglio comunale Andrea Fanzago, abbia dovuto sottolineare che davanti a Palazzo Reale e non solo - ricorda la recente installazione di un'opera fallica in corso Indipendenza - si sia messo di tutto e «ora si fanno tutti questi problemi per il simbolo di Milano?». Già, la riproduzione della Madonnina voluta dalla Fabbrica del Duomo per avvicinare i turisti di Expo al simbolo della cattedrale, non sarà in piazzetta. Per la Sovrintendenza è troppo alta e «romperebbe il fronte architettonico» di Palazzo Reale, in più sarebbe d'intralcio alle file dei turisti. Un parere tecnico che ha dato l'assist a quegli assessori - vedi Franco D'Alfonso (Turismo) e Filippo Del Corno (Cultura) - che mal digerivano il progetto, forse poco in linea con una giunta più attenta ai sentimenti di laici e musulmani che a tutelare i simboli cristiani. Anche se Del Corno ieri ha assicurato che la questione sta solo nel rischio che si crei disordine tra le file di visitatori attesi alle mostre durante i sei mesi di Expo e la presenza di una statua così imponente. Ma «non abbiamo mai opposto un diniego nè un divieto sulla collocazione della copia della Madonnina su suolo pubblico - ha ribadito -. Stiamo studiando con la Veneranda Fabbrica del Duomo la soluzione migliore su dove sistemare la statua ».

Il Comune ha proposto piazza Fontana, davanti all'Arcivescovado, ma il direttore della Fabbrica Gianni Baratta ha già declinato: «Non è idonea - ha spiegato -. Passano i tram, c'è un parcheggio. Non si può mettere la Madonnina in quella situazione, non è accettabile. Quindi, senza fare polemiche, il cda ha deciso di metterla in Duomo».

Sul web si scatenano le ironie. Con un fotomontaggio la Madonnina d'oro sulla guglia più alta diventa una Madonna col burqa.

«Le piazze sono solo per i centri sociali, sia mai per Milano e il suo simbolo» attacca il capogruppo della Lega Alessandro Morelli. Per il coordinatore cittadino di Fi Giulio Gallera «Pisapia dimostra una volta di più di non amare Milano e non conoscere il legame profondo tra i milanesi e la Madunina».

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