Il matematico che canta alla Scala

Il matematico che canta alla Scala

Jonas Kaufmann, 45 anni, di Monaco, è il tenore certezza. Non sbaglia ruolo. Non fa capricci. Ha gran voce, intelligenza interpretativa, intelligenza in genere, serietà professionale, mette d'accordo critica e pubblico. In breve, il tenore che ogni organizzatore vorrebbe. Stasera alle 20 torna alla Scala, in coppia con il pianista Helmut Deutsch, per un recital che già pregustiamo. In programma c'è Winterreise di Schubert. Collabora con questo fine pianista da sempre e, insieme, il 30 ottobre 2011, hanno tenuto il primo recital solistico al Metropolitan dopo quello di Pavarotti nel 1994.
Kaufmann si ripresenta a Milano dopo i successi della prima della Scala nel 2009 e 2012 quando fu Lohengrin. È un tenore completo. Ha voce, testa, presenza scenica, un equipaggiamento coltivato gradualmente: con teutonica pazienza. Perché Kaufmann non è l'enfant prodige del canto. È diventato Kaufmann, quindi un fiorire di scritture, collaborazioni e cachet di lusso, dopo il trionfo al Metropolitan di New York nel 2006. Non era destinato al canto, del resto. Il padre lo voleva matematico. Ma lui, a un certo punto, accantonò teoremi ed equazioni, e a 25 anni si diplomava con lode in canto nella sua città. Si è fatto le ossa nello Staatstheater di Saarbrucken, quindi ha debuttato a Stoccarda e Amburgo.
Pronto per l'estero, nel 1999 ha esordito al Festival di Salisburgo, nel Doktor Faust di Ferruccio Busoni, iniziando poi a lavorare nel teatro di Zurigo. La Scala ha messo gli occhi su di lui ancora in epoche non sospette, affidandogli una particina nel lontano 7 dicembre 1999 (Jaquino in Fidelio). Il grande exploit scaligero lo si ebbe con Kaufmann nel ruolo di Don José, nella Carmen del Sant'Ambrogio 2009. Un successo, il suo, che rompeva la catena dei fulmini sui tenori della prima della Scala fra Radames (Roberto Alagna) furenti che abbandonano le scene in corso d'opera e Don Carlo (Giuseppe Filianoti) licenziati a poche ore dal debutto.
Kaufmann è un cantante pluripremiato. Nel 2011 ha ricevuto a New York l'«Opera News Award». Poco dopo è stato nominato «Chevalier de l'Ordre de l'Art et des Lettres» dal ministro francese della Cultura Frédéric Mitterand, ed è stato selezionato numerose volte come «Singer of the Year» dalle riviste musicali «Opernwelt», «Diapason», «Musical America», dalle giurie di «Echo-Klassik» e dagli «International Opera Awards» di Londra nel 2013. Dopo anni a Zurigo, è tornato a Monaco: «Qui mi sento veramente a casa. Offre una bella combinazione di precisione tedesca e allegria bavarese. Sono vicino ai laghi, dove faccio vela, e ai campi da sci».

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