«Mi hanno rapita» Ritrovata a Bari la donna di Melzo

Quando ormai stava per scattare il consueto, e costosissimo, protocollo di ricerca, da Bari è arrivata la buona notizia: Maria Rosa era viva e vegeta, solo un po' agitata e confusa. L'educatrice scolastica, scomparsa mercoledì sera da Pioltello, si era infatti presentata in questura con una strana storia. Sarebbe stata sequestrata per sbaglio da ignoti rapitori che, una volta arrivati in Puglia, si sarebbero accorti dello scambio di persona e quindi l'avrebbero liberata con tante scuse. Una ricostruzione comunque al vaglio degli investigatori, ma che in realtà potrebbe nascondere un allontanamento volontario determinato da un momento di estrema fragilità.
Maria Rosa, bella ragazza di 35 anni con una gran massa di capelli, vive da sola a Melzo e lavora come educatrice per una cooperativa. Si occupa di ragazzi difficili che segue personalmente a casa. L'ultimo appuntamento mercoledì 26 a Pioltello, un'abitazione di via Cilea che lascia alle 19.30. Da allora nessuna notizia. Il fratello, non sentendola, prova a chiamarla al cellulare che risulta spento. Fa il solito giro di amici, ma nessuno sa nulla. Disperato, chiama i carabinieri. Scattano le ricerche. L'auto della ragazza viene trovata parcheggiata a Pioltello in via Cilea, chiusa a chiave, dentro vuota. Il fratello accompagna gli investigatori a casa, dove viene trovata la borsa con telefono spento, documenti, soldi, bancomat, carte di credito. In questi casi ci sono tre possibilità: suicidio, allontanamento volontario, sequestro. Il primo viene escluso perché nelle vicinanze non ci sono corsi o specchi d'acqua e nessuno ha segnalato persone finite sotto un treno o lanciatesi da un palazzo. Anche l'allontanamento volontario appare poco probabile: spesso la gente fugge senza documenti, ma quasi mai senza soldi. Resta l'ultima e più drammatica ipotesi: Maria Rosa, bella ragazza, potrebbe essere stata vittima di un maniaco.
Mentre gli amici lanciano le proprie personali ricerche, con volantinaggi e gruppi sulla rete, i carabinieri scavano nella sua vita privata. Scoprono che ha diversi problemi personali, non ultimo la fine di una relazione amorosa. Rintracciano a Bologna l'ultimo fidanzato ma l'uomo, oltre a non saperne nulla, spiega di essere stato lui a lasciarla. Vengono controllati tabulati telefonici e conto corrente, ma non emerge nessun spunto investigativo utile. Dopo tre giorni si teme il peggio. I carabinieri di Monza, d'accordo con il magistrato, ormai sono rassegnati ad attivare le consuete ricerche standard. Oltre alle forze dell'ordine con sommozzatori, reparti cinofili ed elicotteri, verranno coinvolti vigili del fuoco e protezione civile per battere in cerchi sempre più ampi la zona attorno a Pioltello in cerca del corpo.
Ma domenica mattina, proprio poche ore prima dell'inizio della vasta, e costosa, operazione, arriva una chiamata dalla questura di Bari. Maria Rosa si è presentata in stato confusionale, raccontando di essere stata prelevata appena uscita dal suo ultimo appuntamento. Persone che non ha fatto in tempo a vedere, l'hanno bendata, legata, gettata in un furgone e portata in Puglia. Ma era uno scambio di persona e quando i rapitori se ne sono accorti, l'hanno lasciata andare con tante scuse. Altro non sa dire, perché ha ampi vuoti nella sua memoria. Tutto è bene quel che finisce bene. La ragazza è rientrata ieri sera in famiglia e oggi sarà sentita dai carabinieri per verificare la storia del sequestro. Anche se appare probabile si sia allontanata spontaneamente in un momento di difficoltà emotiva.

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