Da Milano a Napoli, opere d'arte con gli scarti

Quattro installazioni in piazze pubbliche con l'alluminio del Consorzio Imballaggi

Mimmo di Marzio

Da Milano a Napoli nel segno dell'arte come strumento di rinascita. Il progetto, intitolato «Napoli Eden» è frutto della creatività della talentuosa Annalaura di Luggo, ma si è reso possibile grazie all'iniziativa del consorzio milanese CiAl che si occupa dell'imballaggio degli allumini e del riciclaggio di rifiuti. Sono stati loro a promuovere un vero e proprio «giardino artistico» realizzato dall'artista nei luoghi simbolo della città partenopea, suggestive installazioni create con l'ausilio di materiali di scarto. Il progetto «Napoli Eden», inaugurato il 7 dicembre e che avrà termine il 10 gennaio, rappresenta un intervento simbolico non soltanto per l'utilizzo di materiali di scarto in una realtà dove il problema rifiuti ha spesso sfiorato l'emergenza, ma perchè ha previsto il coinvolgimento del territorio e di popolazioni difficili. Come quella dei Quartieri Spagnoli che ha collaborato alla realizzazione di un originale Albero di Natale costruito appunto con gli scarti di alluminio. Operazione su cui è stato anche realizzato un docu-film per la regia di Bruno Colella, la fotografia di Blasco Giurato, le musiche Eugenio Bennato. Nel complesso, l'artista ha dato vita a quattro installazioni un quattro piazze pubbliche del centro storico della città: piazza Municipio, la galleria Umberto L, largo Baracche e Largo Santa Caterina. Un omaggio a Napoli, città di cui la di Luggo è originaria, in un momernto particolarmente magico, quello del Natale. «Ma anche un gesto simbolico - dice l'artista - che vede lo scarto diventare opera d'arte come simbolo di rinascita per una città che merita un riscatto». Napoli Eden rappresenta un nuovo intervento di arte pubblica di un'artista che si era già distinta in passato per opere sul territorio, come «Blind Vision un viaggio di luce in onore di chi non la vede» a piazza dei Martiri lo scorso Natale, «Never Give Up. The Donation», curata da Guido Cabib, nel Carcere Minorile di Nisida. «L'attenzione rivolta all'occhio è anche un modo per ricordare quanto può essere utile guardare la gente negli occhi, cosa alla quale troppe volte, molti, tendono a sfuggire - dice l'artista - In ognuno c'è un'essenza meravigliosa e singolare, che deve essere solo scoperta o ritrovata ed il mio scopo è quello di invitare ognuno a diventare un'opera d'arte».

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