Milano, organizzavano l’occupazione delle case popolari: 9 arresti

Il Comitato assegnava alloggi alle famiglie, in un canale illecito e alternativo a quello ufficiale dell’Aler. Tra gli organizzatori anche alcuni studenti di filosofia

Milano, organizzavano l’occupazione delle case popolari: 9 arresti

"Associazione per delinquere" finalizzata a una serie di episodi di "occupazione abusiva di alloggi di edilizia pubblica" sfitti e di "resistenza a pubblico ufficiale" dal 2015 fino a oggi. Questa l'ipotesi di reato con la quale nove persone sono state poste agli arresti domiciliari questa mattina a Milano.

Il gruppo, come riporta il Corriere, aveva creato il Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio, un sorta di ente di assegnazione alle famiglie indigenti degli alloggi di edilizia popolare sfitti, ma in un canale illecito e alternativo a quello ufficiale dell’Aler-Azienda lombarda edilizia residenziale.

L'indagine, avviata nell'ottobre 2016, ha consentito di accertare l'esistenza di un gruppo criminale dedito ad agevolare l'occupazione abusiva degli immobili in cambio di un sostegno economico alle loro iniziative. Agli arresti domiciliari sono così finiti sei uomini e tre donne. Tra loro due stranieri e alcuni studenti di filosofia. Disposto anche il sequestro preventivo di 9 alloggi di edilizia popolare abusivamente occupati e gestiti dal Comitato.

Comitato "Robin Hood"

Il gruppo ha sempre descritto la propria attivtà come una risposta all’emergenza abitativa di "10.000 case vuote non assegnate e 23.000 famiglie in graduatoria ancora in attesa". Per pm e gip invece il Comitato (che chiedeva una quota mensile di 10euro al mese a titolo di riconoscenza) si è sostituito di fatto alle istituzioni incaricate per legge di assegnare le case popolari, raccogliendo il consenso della popolazione indigente.

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