Nella «Notte dei musei» solo Brera fa le ore piccole

Quando si dice (non) fare sistema. Domani sera anche Milano aderirà alla «Notte dei Musei» proposta dal Ministero dei Beni Culturali in adesione a un progetto europeo, iniziativa che da nove anni apre le porte gratis a musei e spazi culturali ovunque, fino a ore piccole. La manifestazione però, malgrado il successo delle passate edizioni, sembra essere scivolata lentamente nell'oblio; e più semplicemente nel tritacarne della spending review. In città praticamente soltanto la Pinacoteca di Brera appoggerà l'iniziativa, con un'apertura gratuita dalle 19 a mezzanotte, con annesso concerto jazz del Conservatorio (Sala VIII, ore 21) che eseguirà famose colonne sonore cinematografiche. Per il resto, la vera colonna sonora sarà il De profundis. Per i musei civici e gli altri spazi espositivi sarà infatti una giornata come le altre. «Mancano fondi per gli straordinari dei custodi - lamentano dal Comune - e il Mibac non può celebrare feste coi soldi degli altri. Se in futuro finanzierà, saremo ben lieti di aderire». Qualcosa, insomma, è cambiato rispetto solo al maggio di due anni fa quando la «Notte dei musei» venne decantata come un successo. Basti pensare che il Cenacolo rimase aperto al pubblico fino a mezzanotte e mezza, con oltre 700 visitatori in coda fin dal tardo pomeriggio. E ancora, restarono aperti il Museo del Risorgimento, il Palazzo Morando, lo Spazio fumetto «Wow» di viale Campania, e poi orari straordinari allo Spazio Oberdan, all' Antiquarium «Alda Levi», al Museo Martinitt e Stelline e a Palazzo Isimbardi.
«L'arte fa le ore piccole», ammiccava lo slogan. E fu suggestivo vedere intere famiglie riappropriarsi delle collezioni cittadine e trascorrere una serata primaverile diversa dal solito, ad ulteriore dimostrazione che la fame di cultura che caratterizza Milano si accentua quando di mezzo c'è l'evento. Stavolta però l'evento non ci sarà perchè, a parte Brera, faranno aperture straordinarie soltanto il Museo di Storia Naturale, il Martinitt alle Stelline, l'Archivio Ustituti per l'assistenza all'Infanzia e la Galleria Campari di Sesto San Giovanni. Fuoriporta, tutti aperti fino alle 24 gli spazi civici di Pavia. In tempi di crisi, evidentemente, ognuno va per la sua strada e per i musei cittadini l'ultima «notte bianca» risale a settembre in occasione della Vogue Fashion Night. «Ne avevamo approfittato perchè c'era tutta la città in giro, pareva il Carnevale di Venezia» ricordano in Comune. Miracoli della moda. Tutti a Brera, allora, per chi ne ha voglia e se non piove. Un'occasione per ammirare anche la bella mostra sulla collezione Zavattini e la malconcia statua del Napoleone di Canova che da giugno sarà finalmente restaurata grazie a Bank of America Merril Linch che ha scelto proprio la celebre statua in cortile come unica sponsorizzazione italiana. Il basamento stava cedendo e l'architetto Mario Bellini costruirà un letto su cui sarà adagiata per il restauro che durerà un anno, sotto gli occhi di tutti.

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