Nella perla delle Dolomiti dalla 3Tre agli chef stellati

Nata da un ex monastero, è diventata una delle mete più prestigiose del turismo sciistico e della gastronomia

Nella perla delle Dolomiti dalla 3Tre agli chef stellati

A creare il mito della Perla delle Dolomiti di Brenta fu Giambattista Righi di Strembo. Nel 1868 acquistò per 40mila fiorini, moneta austro-ungarica, l'intera sostanza dell'ex-monastero di Santa Maria di Campiglio. Nacque il primo albergo, lo Stabilimento Alpino. Nel 1875 Righi costruì a proprie spese la strada che collegava i centri dell'Alta Val Rendena con Madonna di Campiglio: in carrozza occorrevano tre ore. La sua attività venne rilevata da Franz Joseph Oesterreicher, cioè Francesco Giuseppe, come l'Imperatore di cui si vociferava fosse figlio di contrabbando. Di sicuro, Francesco Giuseppe (padre) e l'amata moglie Sissi passarono quassù momenti felici prima delle catastrofi personali e collettive.

Ora Madonna di Campiglio è una delle località sciistiche più importanti delle Alpi, con 57 impianti di risalita, 150 km di piste, 50mila metri quadrati di snowpark, 40 km per lo sci nordico. Sport, svago e buona tavola con ben tre ristoranti stellati. Per cui, in previsione dei numerosi peccati di gola, purifichiamo le nostre anime alla chiesetta di San Vigilio a Pinzolo, famosa per «La Danza Macabra», l'affresco introdotto da questi versi: «Io sont la Morte/ che porto corona/ sonte signora/ de ognia persona...». Dipinto da Simone Baschenis de Averara, il corteo macabro ricorda a tutti gli esseri umani, ricchi e poveri, potenti e meschini, che davanti alla Nera Signora non esistono differenze.

Madonna di Campiglio è avvolta nel Parco naturale Adamello-Brenta: 620,51 chilometri quadrati con altezze dai 477 ai 3558 metri. Laghi, boschi, ghiacciai tra cui quello, spettacolare, dell'Adamello. Qui ha domicilio l'orso bruno. Salendo da Pinzolo, incontriamo, dentro la foresta, il Biohotel Hermitage con il primo degli stellati, la Stube affidata alla creatività territoriale di Giovanni D'Alitta: quaglia al profumo di fieno, crostino di foie gras d'anatra, lattuga e salsa al cerfoglio.

A Madonna di Campiglio, il 22 dicembre, appuntamento con la 3Tre, una delle gare più affascinanti e prestigiose della Coppa del Mondo di sci, la più antica d'Italia, nata nel 1949 dalla fantasia di Rolly Marchi. Tre gare (discesa, slalom e gigante) approdate nel 1957 a Campiglio per poi diventare solo una, lo slalom. La caratteristica della 3Tre è che la pista arriva nel centro del borgo illuminato a festa perché la gara si svolge in notturna. La 3Tre è stata griffata da tutti i più grandi, da Colò a Thoeni, da Stenmark a Tomba fino all'immenso Hirscher. Sciatori in servizio ma anche golosi e curiosi fanno tappa allo Chalet Fiat, fresco di ristrutturazione, comodo, accogliente a 2.100 metri, dove arriva la cabinovia dello Spinale. Grande vista, pure nei piatti, con scelta tra ristorante gourmet, bar, grill, self service.

All'hotel D.V. il ristorante Dolomieu ci accoglie per la seconda tappa stellata. Davide Rangoni ha sostituito Enrico Croatti, andato a conquistare un «macaron» all'Orobianco di Calpe, Alicante. Assaggiamo il riso mantecato al siero di latte, lumache al prezzemolo e aglio nero. A Madonna di Campiglio il gusto si affianca alla vacanza, d'estate e d'inverno. Al negozio del caseificio Presanella ecco il tipico Casolet classico o nelle versioni con erba cipollina e peperoncino. Da unire al pane scuro con le noci del panificio Ravelli. Dalla pizze ai dolci, strudel in testa, tutto apprezzato. Sosta aperitivo al Nabucco-Ferrari Spazio Bollicine dove il pétillant Carlo Filiberto Bleggi abbina i vini della maison trentina a ottimi taglieri di formaggi e salumi. Per chi si ferma a cena, ricette benedette da Alfio Ghezzi di Locanda Margon, cuoco di corte Lunelli.

Per cena, però, il Viaggiatore Goloso è atteso all'ultimo dei tre stelle di Campiglio, il Gallo Cedrone dell'hotel Bertelli, che nel 2019 festeggerà quarant'anni di proprietà della famiglia Masè di cui Marco è il nostro chaperon. Da piccola pensione a hotel con tutti i comfort, compreso il ristorante con Sabino Fortunato ai fornelli che, per l'occasione, ha cucinato con il collega Martin Obermarzoner del ristorante Jasmin di Chiusa (2 stelle): risotto alle spugnole e formaggio d'alpe, guancetta di cervo confit, nocciole e lamponi; spuma di patate al tartufo, caviale e panna acida; ravioli di sesamo e gambero rosso, crema di zucca e mela verde. Per aver già voglia di tornare.

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