Niente baci alla reliquia del patrono

Per l'allarme meninigite Sarnico annulla anche la tradizionale messa in ospedale

Marta Bravi

Dopo 15 anni, per la prima volta è stata annullata la messa all'ospedale Faccanoni di Sarnico (Bergamo) in occasione del Santo Patrono. La causa? L'allerta massima per il rischio di diffusione della sepsi da meningite registrata nella zona del Basso Sebino, e la psicosi che sta dilagando tra la popolazione. La misura punta a evitare l'accesso a persone esterne alla struttura sanitaria e metterle in contatto con i degenti. Viste le circostanze della situazione sanitaria, è stato sospeso il bacio della reliquia del Santo in occasione delle messe solenni delle 10,30 e delle 16, celebrate ieri dal vescovo emerito di Fidenza, monsignor Carlo Mazza, e da quello emerito di Brescia, monsignor Bruno Foresti. Già domenica scorsa molti parroci hanno sostituito la stretta di mano tra fedeli al termine della funzione religiosa con lo «sguardo di pace», mentre molte società sportive evitano incontri e tornei nella zona del lago d'Iseo.

Continua l'allarme nella zona al confine tra Brescia e Bergamo, con la campagna straordinaria di vaccinazione che ha superato oltre 24mila dosi somministrate, grazie agli ambulatori e alla profilassi effettuata direttamente nelle scuole superiori della zona.

Intanto è stato dichiarato «fuori pericolo» Romano Ghirardelli, 54 anni, di Predore, marito di Marzia Colosio, la donn di 48 anni morta il 3 gennaio a Brescia a causa della sepsi da meningocco C. Ghirardelli resta ricoverato all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il marito e gli altri familiari della donna erano stati sottoposti da Ats alla profilassi antimeningococcica nelle ore immediatamente successive il suo ricovero agli Spedali Civili di Brescia: profilassi che, se da un lato ha impedito al batterio trasmesso a Ghirardelli di svilupparsi in maniera estremamente aggressiva, dall'altro non ha potuto difendere in toto l'uomo a causa del suo già fragile stato di salute, dato che si era appena rimesso in forze dopo una seria malattia.

Sempre ieri è tornato a casa lo studente di 16 anni di Castelli Calepio (Bergamo), che il 4 gennaio era stato ricoverato nel medesimo ospedale per una sepsi causata dal meningococco di tipo B, un ceppo quindi diverso da quello (il C) che ha invece causato gli altri 5 casi, due dei quali mortali. Dopo aver accusato febbre alta e difficoltà respiratorie, il sedicenne era stato ricoverato nel reparto di Terapia intensiva e tenuto sotto stretta osservazione. Ieri le dimissioni.

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