Ora si anticipa il richiamo per vaccini Pfizer e Moderna

Da fine mese la seconda dose già dopo 21 e 28 giorni. A breve adesione web per gli stranieri non in regola

Ora si anticipa il richiamo per vaccini Pfizer e Moderna

Si accorciano (di nuovo) i tempi per il richiamo dei vaccini. Da lunedì 28 giugno la seconda dose di Pfizer sarà proposta dal portale della Regione dal ventunesimo giorno e quella di Moderna dopo il ventottesimo, in media oggi viene programmata dopo 35 giorni. Rimarrà comunque invariato il limite dei 42 giorni come data massima di prenotazione della seconda dose. La novità è stata anticipata ieri dalla Direzione generale Welfare. In realtà la distanza tra le due somministrazioni era già più corta all'inizio inizio della campagna, ma le scorte allora scarseggiava e quindi la Regione chiese al comitato tecnico scientifico la possibilità di allungare l'intervallo tra prima dose e richiamo, era importante ampliare il più possibile la popolazione vaccinata con almeno una dose. Adesso il siero arriva in abbondanza e dunque si vuole correre a velocità massima. Una maggiore flessibilità peraltro dovrebbe ridurre i rischi che i vacanzieri rimandino l'intera «pratica» a settembre. L'assessore al Welfare Letizia Moratti (nella foto) ieri a Mattino5 ha riferito che l'adesione dei giovanissimi è molto soddisfacente, «siamo al 52% sul totale della popolazione tra i 12 e 29 anni, è un segno fondamentale che va in due direzioni, da una parte la voglia di recuperare la loro libertà e dall'altra la consapevolezza che proteggendosi tutelano anche le loro famiglie, il dato è molto importante». Ma alla domanda se in vista della ripresa dell'anno scolastico a settembre sia possibile immaginare l'obbligo per gli studenti frena: «É un tema delicato, la salute è un bene pubblico ma è anche un bene individuale, è difficile pensare di poter mettere un obbligo di vaccinazione, penso piuttosto a incentivi e disincentivi, ad esempio il green pass in tutta Europa dal primo luglio penso che sarà un grande incentivo per i giovani che normalmente viaggiano molto».

Per raggiungere la famosa «immunità di comunità» la Regione sta andando incontro alle persone che probabilmente non entrerebbero autonomamente nell'ingranaggio della campagna vaccinale. Due giorni fa è partita dalla Casa della carità la somministrazione ai primi 150 senzatetto milanesi, ieri è toccato agli ospiti di «Casa Jannacci», il dormitorio più grande della città, e oggi si passerà alla mensa dei poveri Fratelli di San Francesco. E a breve potranno prenotarsi attraverso la piattaforma web di Poste anche gli stranieri che non hanno ancora completato la procedura per il permesso di soggiorno, «con un codice fiscale numerico e una tessera sanitaria provvisoria». Lo ha spiegato ieri Moratti rispondendo in aula ad un'interrogazione del consigliere di + Europa Michele Usuelli. «Le prefetture - ha riferito l'assessore - stanno trasmettendo alla Regione gli elenchi concreti dei cittadini stranieri in attesa di definizione delle procedure di emersione».

Sollecitata sulla gestione di Beppe Sala, l'ex sindaco risponde che «Milano è una grande città che al di là degli amministratori è sempre capace di innovare e reinventarsi». Se il centrodestra riuscirà a conquistare Palazzo Marino però «dipenderà naturalmente dal candidato che verrà scelto, come in tutte le competizioni elettorali si arriva fino in fondo». La partita è apertissima.