Il Pd scopre l'acqua calda. Ieri ha lanciato una campagna di comunicazione nei quartieri popolari: manifesti e volantini su cui campeggiano a caratteri cubitali slogan come «la casa alle persone oneste» e «fuori i delinquenti dalle case popolari». Principi (in teoria) talmente scontati che non ci sarebbe bisogno di scriverli sui muri, né di metterci il simbolo del partito, a confermare - o almeno a instillare il dubbio - che solo una parte del centrosinistra che governa a Palazzo Marino la pensa così. Tant'è, a 4 anni dall'inizio del mandato e dopo molte polemiche su una linea troppo soft della giunta sulla gestione delle case popolari, il Pd metropolitano ieri ha aperto la «battaglia per liberare sia i quartieri Mm e Aler dai delinquenti». Si è smarcato tanto dalla «linea della tolleranza zero leghista» quanto dai centri sociali e «dalla logica del volemose bene, praticata da una certa sinistra, secondo la quale chi ha bisogno può occupare». Parole del segretario Pietro Bussolati, che vuol riprendere il pallino su un tema lasciato in mano finora al sindaco, al suo braccio destro Paolo Limonta, all'assessore alla Casa Daniela Benelli, esponente di Sel. Al fianco del segretario invece c'è Carmela Rozza (Lavori pubblici), definita spesso l'assessore «ombra» alla Casa, con grande fastidio della Benelli. E c'è Marco Granelli, l'assessore alla Sicurezza che era partito con una linea iper-buonista e ora snocciola i dati assicurando di averne messi a segno più sgomberi lui che l'ex vicesindaco-sceriffo Riccardo De Corato («191 nel 2014 contro i 166 del 2010, e a gennaio già 21 interventi, quasi 5 a settimana»).
Parte come una campagna contro la Regione e la gestione Aler dei quartieri popolari («lascia 8mila alloggi vuoti, ha un buco di 500 milioni» attaccano i Democratici) ma sembra piuttosto una mossa per dissociarsi dalla sinistra radicale e gli antagonisti che nei mesi scorsi hanno messo in atto accese dimostrazioni contro gli sgomberi. «I centri sociali devono decidere da che parte stanno, perché libera occupazione per tutti significa stare con i delinquenti, devono fare una scelta di campo - affermano Rozza e Bussolati -. Basta con l'ideologia del buonismo che dice viva le libere occupazioni e non si accorge che difende i delinquenti. Nei mesi scorsi si è verificata una saldatura tra malavita ed estremismo politico in alcune periferie». Dunque «massima disponibilità a verificare caso per caso se esistono i requisiti per offrire soluzioni, magari in prova, a chi ha occupato per bisogno, e pugno duro contro chi delinque».
Non ha gradito il capogruppo di Sel Mirko Mazzali, avvocato degli antagonisti, che su Facebook ironizza: «Capita di vedere un comunicato dove una assessora pone una di quelle domande alle quali l'umanità da millenni cerca risposta: non se c'è vita su Marte, non se è nato prima l'uovo o la gallina, ma i centri sociali decidano da che parte stare". Non rispondete subito e di fretta, mi raccomando». «Lasciamo gli slogan alla destra» contesta la segretaria metropolitana di Sel Anita Pirovino.
E ironizza, dal fronte opposto, pure il consigliere Fdi Riccardo De Corato: «Il Pd ha scoperto la legalità in ritardo di anni e a metà: i discorsi sulle occupazioni sono pieni zeppi di se e ma, e Granelli non dice che le occupazioni dal 2010 al 2014 sono salite di 300 unità».