"Pennarelli al supermarket". Il governo accontenta Sala

Il sindaco: "Quaderni e matite in questo momento sono fondamentali". Le cartolerie: "Fate riaprire anche noi"

Sala scende in campo per i pennarelli. Ieri il sindaco ha annunciato di aver sposato la richiesta di molte famiglie milanesi per permettere la vendita di articoli di cartoleria nei supermercati. Al momento, infatti, il decreto della Presidenza del consiglio dei ministri che regola le aperture dei servizi ritenuti essenziali prevede, come noto, l'apertura della grande distribuzione tutti i giorni della settimana, escludendo però interi scaffali, che propongono articoli ritenuti non di prima necessità. Tra cui appunto matite, pennarelli, quaderni, colle, quaderni e tutto quello che costituisce il normale corredo scolastico. Che appunto normalmente non può essere considerato un genere essenziale, ma che in questa situazione lo è diventato. Ecco allora che Sala ieri ha raccontato di averne parlato con i rappresentanti della grande distribuzione e con il governo. «Lo sono, ne ho parlato col prefetto e col governo: speriamo la risolvano in fretta, senza aspettare un Consiglio dei ministri», ha detto Sala lasciandosi scappare una frecciatina al premier Giuseppe Conte. Qualche ora dopo il governo ha annunciato di aver aggiornato le FAQ (domande più frequenti) collegate al Decreto dell'11 marzo, con la specifica che supermercati e ipermercati non specializzati «possono continuare a vendere anche prodotti diversi rispetto a quelli elencati». Non solo cancelleria, è scritto, ma anche abbigliamento, calzature, articoli sportivi, giocattoli e piante.

Niente da fare al momento per le cartolibrerie cittadine, chiuse per decreto. In una lettera il presidente dell'Associazione cartolibrai di Confcommercio Milano Alfredo Scotti ricorda a Sala che «nella nostra Città esistono, e ci auguriamo continueranno ad esistere, oltre 200 tra cartolerie e cartolibrerie che ad oggi sono soggette ad obbligo di chiusura». L'Associazione propone di «diversificare le offerte di vendita sul territorio, offrendoci l'opportunità di aprire, magari solo per alcune ore al giorno, per far fronte alla richiesta delle famiglie». L'Associazione chiede a Sala di intervenire presso il Governo «nella maniera più opportuna».

Il sindaco è, poi, tornato a parlare di quello che sarà il ritorno alla normalità per i milanesi, riprendendo il concetto lanciato qualche giorno fa di «riapertura graduale della città, a partire dai servizi essenziali, per fasce di età dai giovani che sono meno a rischio agli over 50». Da ripensare anche alcuni servizi che non sono risultati all'altezza della situazione, come la banda larga.

Questo grazie anche al confronto con i sindaci della altre grandi metropoli del mondo. «Ieri ci siamo relazionati con un centinaio di sindaci di grandi città per capire cosa fare adesso, che misure prendere ma anche per immaginare come si progetterà la riapertura delle nostre città». Altro tema come usufruire degli spazi pubblici, da San Siro a un cinema a un teatro, come si entra, come si esce, come si gestisce il momento in cui si è vicini. Terzo: come fare ripartire l'economia. Io mi devo occupare di quel piccolo tessuto economico e culturale che è in gran parte la vita di una città come Milano». Come le cartolibrerie, per esempio.

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Commenti

Gianca59

Dom, 29/03/2020 - 11:36

Studio e lavoro proseguono a casa, la cancelleria serve eccome !

vtrgsgcdg

Dom, 29/03/2020 - 12:15

Sindaco,ma quando nel Nord torneremo a gestirci da soli,senza demandare tutto alla burocrazia romana e del sud?Siamo l'unico posto del mondo dove ci controllano popolazioni di territori lontane centinaia di km.Si sentono in giro i buoni propositi "cambieranno gli stili di vita","le risorse sono poche","non si potrà consumare come prima",però sicuro che quando si ripartirà da roma busseranno alla porta per i danè,le tasse,pure dall'europa per gli interessi dei nuovi debiti fatti da roma e dal sud.Quindi per es. secondo i buoni propositi "del consumare meno" cosa succederà per il traffico a Milano.I milanesi saranno costretti per dare più accise/tasse sul carburante a roma e al sud in ingorghi immani e semafori sempre rossi(i mitici semafori "intelligenti" che parti e il semaforo successivo è sempre rosso così da consumare più carburante nelle fermata e nella ripartenza a diff. dell'onda verde in Germania)o sarà ottimizzato sul mantra "non si potrà consumare come prima"?