Più ronde e controlli sanitari I residenti chiedono legalità

I comitati di piazza Firenze: «Noi non siamo razzisti Ma il Comune mantenga le promesse e illumini le vie»

Maria Sorbi

Via Caracciolo, a un passo da piazza Firenze, è lo specchio di un quartiere a due facce, pieno di contraddizioni. Acquistare un bilocale in zona non costa meno di 200mila euro, ma i bivacchi sotto la finestra sembrano compresi nel prezzo. Da un lato c'è l'enorme caserma Montello ed esattamente di fronte una delle più grosse sale Slot della città. Dove, tra scommettitori e balordi, il giro non è dei migliori fin dal mattino.

Portare trecento profughi in un contesto del genere diventa piuttosto rischioso: i migranti, per la maggior parte irregolari e in attesa di essere rimpatriati (non prima di un paio di anni), entrano ed escono dal portone della caserma quando vogliono. E, se non fosse per i due militari armati, di fronte all'ingresso della struttura, nessuno li controllerebbe. Se ne vanno in giro con le mani nelle tasche del piumino e le cuffie in testa e, tutti attorno ai vent'anni, ciondolano tra parchetti e panchine. In piazza Firenze vanno ad alimentare quell'acrocchio di nullafacenti che trascorrono ore sulle panchine e che spesso rendono impraticabili gli spazi alle mamme che cercano un metro quadro di verde dove portare i bambini a giocare.

Proprio per questo i residenti della zona chiedono un intervento del Comune. È vero che il sindaco Giuseppe Sala, da quando il governo ha deciso di aprire le caserme ai profughi, non ha quasi più voce in capitolo. «Ma chiediamo che almeno vengano rispettate le promesse che il sindaco e i suoi assessori ci hanno fatto» cercano di stringere i tempi i cittadini dei comitati pro sicurezza. I residenti non chiedono chissà che. Ma vogliono più illuminazione attorno alla caserma e nel quartiere, un potenziamento dei presidi delle forze dell'ordine e delle ronde, e controlli sanitari all'interno della struttura.

«Nessuno ci dica più che siamo razzisti - sostiene una rappresentante del comitato di quartiere - Il razzismo non c'entra nulla. Noi vogliamo solo garantire sicurezza al nostro quartiere e prevenire degrado o problematiche varie. Si tratta di accortezze per facilitare una convivenza forzata».

I controlli sanitari sugli ospiti della caserma cominceranno a breve. I medici dell'Ats Milano nei prossimi giorni metteranno a punto il piano di interventi per verificare la presenza di malattie tra i nuovi ospiti. Oggi il tema dell'«Emergenza migranti» verrà affrontato in un convegno tecnico. «A Milano - rileva l'Ats - a causa della chiusura a Nord, numeri sempre più impressionanti stanno saturando un sistema di accoglienza che fino ad ora si era rivelato efficiente. Poco più di una settimana fa, per la prima volta da anni, Milano ha dovuto lasciare dei profughi a dormire in strada: sul territorio cittadino erano presenti in 3.800». Una situazione straordinaria che potrebbe replicarsi nuovamente, man mano che aumentano gli arrivi. Diventa quindi fondamentale impostare un'assistenza sanitaria.

I cittadini, tacciati di razzismo dalla raccolta delle 4.200 firme di settembre in avanti, ribadiscono la loro richiesta di legalità: «È un nostro diritto, non si snobbino le richieste dei milanesi. Non protestiamo dietro a bandiere politiche, non ci interessa».

Commenti

Commenta anche tu
Grazie per il tuo commento