Pisapia ci grazia sull'Imu ma alza l'Irpef al massimo

Nessun ritocco all'Imu, nè sulla prima nè sulla seconda casa. Difficile giustificare ai milanesi aumenti all'imposta sugli immobili mentre dal governo arrivano le prime rassicurazioni, se verrà sospesa la rata di giugno i Comuni dovrebbero ricevere compensazioni. Ma il capitolo è in continua evoluzione e il sindaco vuole approvare tassativamente il Bilancio preventivo nella seduta di venerdì prossimo. Delle due l'una. La stangata 2013 si dovrebbe concentrare tutta sull'Irpef: l'aliquota verrà alzata al massimo livello, lo 0,8 per cento e saranno graziati solo i redditi sotto i 15mila euro (oggi l'addizionale è allo 0,4 e il tetto deil'esenzione arriva a 33.500 euro). Una manovra che secondo i calcoli dei tecnici assicurerà entrate extra per 110 milioni di euro. Il Comune inizia a mettere alcuni paletti nella costruzione di un bilancio complicato. L'assessore Francesca Balzani ieri mattina provava a sdrammatizzare, è arrivata nella sede della Ragioneria in piazza Scala mentre i dipendenti simulavano l'evacuazione in caso di pericolo, «emergenza nei conti, è già iniziato il fuggi fuggi». Ma la situazione è drammatica e non si nasconde: giorni fa ha ammesso che sarà difficile far quadrare i conti. Già tra il sindaco e i fedelissimo emerge dunque la socleta di usare anche la leva fiscale per recuperare risorse. Ma da martedì si affronterà anche il tema degli aumenti delle tariffe - mense e iscrizioni agli asili, abbonamenti Atm, ingressi in piscina o negli altri impianti sportivi -, perchè tra tasse e rincari la cifra da recuperare ammonta a 200 milioni.
La Balzani ammette invece che l'obiettivo dei 200 milioni tra tagli e congelamenti di spesa chiesto ai colleghi «sarà difficile, non credo che arriveremo a quella cifra». Ma il pressing sulla spending review continua. Domani sera è fissato un vertice tra Pisapia e la giunta, si vedrà fin dove sono arrivati gli assessori e se è possibile dare un'ultima stretta. Pierfrancesco Majorino ai Servizi sociali ha già inserito nel bando per la ricerca di sponsor un progetto-spot come l'Immigration center, segno che è sfumata la speranza di realizzarlo con fondi dei milanesi in tempi di crisi. E c'è il capitolo casa, la Balzani ha incaricato l'assessore Daniela Benelli (Sel) di mettere a punto un piano per il recupero della morosità. Solo nel 2012, gli inquilini delle case popolari morosi ammontavano al 48 per cento, quasi uno su due non ha pagato l'affitto al Comune, con perdite per le casse intorno ai 28 milioni di euro (nel bilancio consuntivo sono stati inseriti solo 33 dei 62 milioni previsti). Ora la giunta dovrebbe dare una stretta per recuperare il pregresso (dai bollettini del 2000 ad oggi) e invertire la tendenza. La linea da seguire potrebbe essere quella votata con un emendamento al Bilancio sia nel 2009 che nel 2010 proposto allora dalla consigliera Pd Carmela Rozza ma mai attuato. Assumendosi una parte di responsabilità nel calcolo degli affitti legato alle vecchie gestioni (una delle ragioni con cui gli inquilini giustificano il non pagamento), il Comune proporrebbe uno sconto del 20% a chi accetta di mettersi in regola (il «ravvedimento operoso») e la rateizzazione. Per chi rifiuta, scattano sanzioni e sfratti. Anche se è una parola difficile da far digerire ai consiglieri buonisti di Sel.

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