La primavera wagneriana alla Scala (e su celluloide)

La primavera wagneriana alla Scala (e su celluloide)

A Milano scorrono un maggio e giugno nel segno di Richard Wagner, compositore nato 200 anni fa, il 22 maggio per l'esattezza. Per giugno è in programma la Tetralogia, ovvero L'Anello del Nibelungo (Der Ring), ciclo di quattro drammi eseguiti tutti d'un fiato, un titolo al dì, nell'arco di una settimana. Si tratta de L'oro del Reno, La Valchiria, Sigfrido, Crepuscolo degli Dei. Una sagra scenica impegnativa sotto tutti i punti di vista per un teatro d'opera, soprattutto di questi tempi.
In porzione monodose, per la verità, i titoli della Tetralogia sono stati già visti alla Scala che li ha coprodotti con la Staatsoper di Berlino. Tutti diretti da Daniel Barenboim e con la regia di Guy Cassiers.
Mancava all'appello solo il Crepuscolo degli Dei, in scena da sabato, attenzione, alle ore 18: i tempi sono quelli wagneriani, cioè lunghi. Sul podio non ci sarà, però, Daniel Barenboim che per ragioni di salute ha ceduto le consegne a un artista a lui molto vicino, Karl-Heinz Steffens, direttore del teatro di Halle, ex primo clarinetto dei Berliner e già attivo alla Scala nel gennaio 2012 per le repliche del Don Giovanni. Sul palcoscenico, assicurano regista e direttore, agiranno cantanti di qualità.
Il Crepuscolo, alla Scala già altre 18 volte, è stato visto l'ultima volta nel 1998, per una prima della Scala dunque diretto da Riccardo Muti. Il Crepuscolo classe 2013 fa tutt'uno con questi nostri tempi bigi, sarebbe difficile non leggervi connessioni col presente, spiega Cassiers, «forse io vedo le cose in modo negativo, ma questo 21esimo secolo è iniziato con una specie di catastrofe. Vediamo famiglie che hanno avuto potere e cosa fanno per mantenerlo, sacrificano qualsiasi ideale pur di conservare privilegi», continua Cassiers. Che nel finale fa apparire un bassorilievo che ha per soggetto le passioni umane, una scultura che traduce la concretezza dei comportamenti dell'uomo opposti, così, alle immagini proiettate fino a quel momento e pensate per tradurre un mondo illusorio, quello degli Dei.
Il dramma si chiude con un bassorilievo incombente, e si apre con l'immagine di fili che rimandano a tutti i personaggi morti nelle precedenti tre opere. Perché Cassiers ha voluto creare dei motivi conduttori che ritroviamo in ogni titolo del Ring e che spiccheranno agli occhi di quanti affronteranno le 15 ore e passa della Tetralogia, in giugno.
Dire che il Ring di Wagner è impegnativo, è usare un eufemismo. Richiede preparazione. Tutt'uno con la Scala, la Provincia di Milano mette in campo il progetto L'oro di Wagner, un calendario di appuntamenti di musica, film e incontri nel segno di Wagner. Il ciclo si tiene allo Spazio Oberdan, dal 27 maggio al 23 giugno 2013. Si potrà assistere alla prima visione italiana del Ludwig di Syberberg, alla Caduta degli Dei di Luchino Visconti e ancora, seguire serate di lieder wagneriani, e dotte conferenze di specialisti del settore.

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