Il programma per i party piace anche alle aziende

Scegliere il locale, chiamare il catering, assoldare il dj. E ancora comprare i drink e diramare gli inviti. Dietro a ogni festa si nasconde un'organizzazione certosina, che in alcuni casi porta via moltissimo tempo. Così, nell'era dello smartphone è arrivata la app che risolve ogni problema. A metterla a punto sono stati due fratelli di Milano. Si chiama JParty e con qualche semplice clic è in grado di organizzare un evento in modo più semplice. Gli autori si chiamano Michele e Marco Sacerdoti, hanno 33 e 31 anni e sono ingegnere informatico e trader. La loro idea è stata creare un piccolo programma che è definito web app perché funziona sia su tablet e pc, sia navigando su internet con un normalissimo computer. Hanno messo a punto questa applicazione. «Il nostro programma può venire in aiuto in molti modi, per distribuire gli inviti, per contattare fornitori, per prenotare la location, per coordinare l'evento, per richiedere e proporre sponsorizzazioni, ma soprattutto per creare e rafforzare i legami tra le persone», spiegano. Perché il segreto di questa app è la sua anima social. Anzi, micro social visto che ha l'obiettivo di aggregare nuclei ben determinati di persone. Appunto, quelle coinvolte dal party. «L'app permette di inviare messaggi, condividere foto, gestire contatti e calendario di eventi». Ma non si rivolge a un numero indeterminato di persone - come i social network tipo Facebook - bensì a una cerchia di contatti ristretta in base alle specifiche esigenze. Così, oltre che per organizzare un party perfetto, può tornare utile per la comunicazione interna ad aziende, università, circoli o comunità di persone. Che proprio da Milano stia per partire la nuova rivoluzione della comunicazione? È possibile, visto che i due novelli Zuckerberg hanno pensato davvero a tutto. Anche a stimolare incontri che, da virtuali, diventino reali. In modo da rafforzare lo spirito della comunità. L'app serve infatti sia a chi organizza, perché può usarla per trovare ogni ingrediente utile alla festa e per inviare i propri inviti. Sia a chi nel mondo dei party ci lavora, perché attraverso una sorta di vetrina può mettere al servizio di chiunque la propria professionalità. Insomma, su JParty domanda e offerta si incontrano, e non è poco in un periodo nel quale, per molti, riuscire a lavorare è una chimera. Il progetto, già online, è stato finanziato dal premio Rebecca Benatoff, rivolto a giovani che promuovono progetti di aggregazione all'interno delle comunità ebraiche. Così i due fratelli hanno costituito la start up, con l'obiettivo di estendere la loro piattaforma e renderla uno strumento utile alle esigenze organizzative e di aggregazione più disparate.

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