"Può riaprire in 24 ore l'ospedale in Fiera. Prime dosi raddoppiate"

Ambrogino d'oro al presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali, per aver messo a disposizione strutture e risorse per allestire un ospedale e due centri vaccinali nei mesi più difficili della pandemia

"Può riaprire in 24 ore l'ospedale in Fiera. Prime dosi raddoppiate"

Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano. Il 7 dicembre riceverà l'Ambrogino d'oro anche per aver messo a disposizione strutture e risorse per allestire un ospedale e due centri vaccinali nei mesi più duri della pandemia.

«Sono molto onorato ma ovviamente è un riconoscimento non solo a me ma a tutte le persone che in questa pandemia ci hanno messo la faccia e hanno cercato di contribuire in modo concreto alla gestione dell'emergenza, dai medici al primario Nino Stocchetti, al dg del Policlinico, Regione, Guido Bertolaso. Insieme a me hanno cercato di creare una piccola diga nel momento più tragico. Avremmo voluto fare anche di più».

Sull'ospedale in Fiera, che ha curato 505 pazienti gravi e ha registrato un tasso di sopravvivenza tra i più alti in Italia, ci sono state anche tante polemiche. Come le ha vissute?

«Non nascondo che le polemiche mi abbiano colpito ma ero talmente impegnato a realizzare quello che avevamo in testa che non ho neanche avuto il tempo per gestire questi sentimenti».

L'ultimo paziente è uscito il 4 giugno ma i ricoveri sono in salita. Lo riattiverete a breve?

«L'ospedale è sempre rimasto a disposizione e siamo pronti a riaprirlo in 24/48 ore, mi auguro che possa rimanere in stand by anche se i numeri che stiamo vedendo in questo periodo non ci stanno dando questa grande speranza. Poi io mi definisco ormai un aspirante aiuto primario ma è gestito dal Policlinico, faranno le valutazioni più opportune».

L'hub al Palazzo delle Scintille ha appena superato il milione di vaccinazioni e sta tornando a riempirsi per le terze dosi.

«Martedì abbiamo fatto oltre 7.500 vaccinazioni, a cui dobbiamo aggiungere circa un migliaio di anti influenzali. É un numero importante, sta crescendo ogni giorno perchè la richiesta di fare la terza dose è molto forte e sono raddoppiate quelle per la prima dose, avevano raggiunto un valore abbastanza basso e stanno riprendendo, speriamo in maniera massiva».

Merito del super green pass?

«Spero che tutti si stiano convincendo che il vaccino è l'unica arma che ci potrà far vincere la guerra contro la pandemia. L'ospedale è una di diga di resistenza».

Fuorisalone, Eicma, da sabato l'Artigiano in Fiera. L'attività fieristica è ripartita con numeri importanti. Le misure anti Covid funzionano?

«Fiera Milano, di cui la Fondazione è azionista di maggioranza, ha messo in campo un importante sistema di controllo sanitario. Accesso con green pass, location per fare il tampone rapido in tutti gli ingressi e un sistema di monitoraggio degli assembramenti. Abbiamo ricevuto da organizzatori stranieri, visitatori ed espositori un plauso per come è stato gestito il cordone sanitario. E abbiamo il record del numero di fiere nel periodo post lockdown rispetto ai concorrenti europei, l'Artigiano sarà la 31esima da luglio».

Quali sono i dati e quando si tornerà ai livelli pre Covid?

«I dati sono stati molto positivi e superiori alle aspettative. Due per tutti: oltre 150mila visitatori per Tuttofood e Host e oltre 350mila per Eicma, il salone del ciclo e motociclo. Da Artigiano ci aspettiamo numeri ancora più importanti. Non siamo tornati ai livelli pre Covid ma è ovvio, essendo un paese esportatore viviamo prevalentemente di flussi internazionali e abbiamo interi continenti ancora bloccati, l'Asia in prima battuta, questo ci impedisce di vedere una ripresa nel breve periodo ai livelli del 2019 ma ci torneremo sicuramente tra 2023 e 2025, mi tengo cautelativamente largo perchè la pandemia non è finita».

Con tutti i limiti, la presenza straniera si fa sentire?

«Abbiamo avuto fiere in cui sono venuti tantissimo, con il limite dell'Asia e di qualche altro continente, a Cphl (la più importante al mondo per la farmaceutica) erano l'80%. C'è fiducia. Ho avute esperienze in altre fiere dove abbiamo fatto incontri internazionali e posso dire che qui abbiamo un livello di sicurezza e di cautela molto superiore rispetto a Paesi vicino a noi che stanno vivendo un'emergenza davvero drammatica».

Ci sono novità sul Polo Rai al Portello?

«Ancora no, come si sa è stato deliberato come progetto di fattibilità e ovviamente siamo in costante rapporto con i colleghi della Rai e in attesa che il management possa prendere una decisione a riguardo. Garantiamo la nostra disponibilità a discutere quando loro saranno pronti».

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