Regionali, nel Pdl tutti in coda sulla Milano-Varese

Grande affollamento per le Regionali. Gli aspiranti candidati sono più dei seggi e il listino bloccato rischia di dimezzarsi rispetto al 2005. È la prima volta che An e Forza Italia si presentano unite e il Pdl deve fare i conti con una Lega a quotazioni più alte rispetto a quattro anni fa. Insomma, battaglia tra alleati.
Tutti gli uscenti saranno ricandidati, ma non sarà una sfida facile. Sono indispensabili liste competitive e per questo sono previsti volti nuovi per il Pirellone, come il presidente del consiglio comunale, Manfredi Palmeri. E poi arriveranno candidate di sesso femminile, necessarie a riequilibrare palazzi in cui gli uomini sono la grande maggioranza (in giunta non c’è neanche una donna). Sono elezioni con la preferenza e questo alimenta la fretta. Secondo i calcoli del partito, in provincia di Milano, per essere certi di arrivare in consiglio, servono diecimila voti. Chi sa di dover cercare i consensi uno a uno, ha l’ansia di muoversi prima possibile. «Quello si muove, voglio muovermi anch’io» è la frase che si sente ripetere con insistenza.
A Milano, sulla base dei risultati delle provinciali, ci si attende otto consiglieri regionali del Pdl. Gli uscenti sono nove: oltre ai sei azzurri e ai due di An, c’è il caso di Domenico Zambetti. Nel 2005, quando militava nelle file dell’Udc, l’assessore regionale all’Artigianato aveva raccolto più di ottomila voti. Adesso la sua Dc è parte del Pdl.
Le teste di serie in campo sul territorio milanese sono Mario Sala, di area Cl (21mila preferenze nel 2005), gli ex di An Romano La Russa (fratello del ministro, Ignazio La Russa, che ha fatto il pieno di voti alle europee) e Pier Gianni Prosperini (18mila preferenze nel 2005). A sparigliare potrebbe arrivare da Varese la candidatura forte di Massimo Buscemi, capodelegazione della giunta Formigoni, che da anni vive e opera a Milano. Seguono il vicepresidente provinciale del Pdl, Alessandro Colucci, Stefano Maullu, Sante Zuffada (candidato vicino a Mario Mantovani) e Giuseppe Gianmario. C’è chi spera che Antonella Maiolo possa non ricandidarsi, se le sarà offerto un altro incarico.
Sovraffollamento a Varese. L’assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, vuole lasciare il listino e misurarsi con il suo territorio. Se l’assessore Buscemi andrà a Milano, a Varese è già in pista il suo caposegreteria, Nino Caianiello. Varese è anche la città dell’assessore all’Agricoltura di An, Luca Ferrazzi.
Ci sono assessori comunali che chiedono di entrare nel listino blindato: tra gli altri, Andrea Mascaretti. Un «blindato» che, comunque, dovrà essere sicuramente rinnovato. È data per certa, infatti, anche la presenza di Roberto Alboni, capogruppo di An in consiglio regionale. Se rimarrà consolidata la prassi di candidare nel listino bloccato i capigruppo, ci entrerà anche Paolo Valentini (eletto a Varese). Esce Raffaele Cattaneo, che si candida a caccia di preferenze. Giulio Boscagli, eletto nel listino, correrà probabilmente a Lecco. In vista un trasferimento per Alberto Bonetti Baroggi e Gianpiero Borghini, eletti nel listino, che ricoprono incarichi amministrativi in Comune. Ma la riserva protetta si preannuncia dimezzata a otto (se Pdl e Lega supereranno il 61 per cento dei voti), dovrà far largo a una quota di donne e servire da riequilibrio per le provincie più deboli.
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