Rette dei nidi o igiene, il Covid "costa" al Comune

Sei milioni di spesa per sanificare le scuole. Asili chiusi, persi 8,2 milioni. Sì ai campus estivi

Rette dei nidi o igiene, il Covid "costa" al Comune

Tornano in classe da domani i bambini dai nidi alla prima media anche se la Lombardia (almeno) fino a venerdì resta in zona rossa, poi il Cts rivaluterà i dati dei contagi e dei ricoveri nelle terapie intensive e ci sono buone speranze per un updgrade all'arancione. Gli assessori comunali all'Edilizia scolastica Paolo Limonta e all'Educazione Laura Galimberti nei giorni scorsi hanno fatto pressing perchè la didattica a distanza possa finire in tempi stretti anche per le altre classi delle medie e per gli studenti delle superiori. «Tenere a casa le ragazze e i ragazzi delle seconde e terze medie che, ricordiamolo sempre, sono scuole di prossimità, non ha assolutamente senso - ha rimarcato Limonta che è anche maestro elementare -. E continuare a dimenticarsi dei ragazzi delle scuole superiori, su cui si era lavorato molto per garantire un sistema integrato che permettesse il rientro in presenza di almeno il 50% degli studenti, è francamente inaccettabile». Idem la Galimberti: «I ragazzi di seconda e terza media frequentano gli stessi edifici degli amici di 11 anni, vanno a scuola a piedi o in bici, affrontano, in terza, il primo vero esame della loro vita. I ragazzi delle superiori invece si spostano con i mezzi ma non siamo incoscienti, abbiamo studiato un piano degli orari e bus straordinario per limitare la dad al 50%. Le soluzioni ci sono: scaglionamenti, distanziamenti, ma soprattutto tracciamenti».

Il Covid ha impatto anche sul bilancio comunale e sulle decisioni a lungo raggio. Per ora la giunta si mostra ottimista e conferma ad esempio nel Bilancio di previsione 2021 i 3 milioni di euro destinati ai centri estivi nelle scuole elementari e 5 milioni per la gestione delle case vacanze e scuola natura, «speriamo che la situazione migliori e che i bambini possano usufruirne» conferma Galimberti. Dall'inizio dell'anno scolastico 2020/2021 Palazzo Marino ha invece dovuto spendere circa 6 milioni di euro per l'acquisto di mascherine e altri dpi e per la sanificazione di nidi e materne. Nel bilancio 2021 è cresciuta la spesa prevista per il servizio di assistenza ai bambini da zero a 6 anni con disabilità - 14 milioni - nonostante una leggera flessione delle presenze (da 695 bimbi del 2020 a 611 nel 2021) perchè in diversi casi le famiglie hanno scelto di tenere i figli a casa. Con gli istituti chiusi l'area servizi scolastici ed educativi ha risentito ovviamente della sospensione delle rette di Milano Ristorazione: lezioni in dad e dunque niente mensa. E la perdita delle rette dei nidi (sospesa alle famiglie durante i periodi di chiusura o quarantena) ammonta per le casse comunali a 8,2 milioni di euro.

Nella parte del bilancio che fa capo al settore Edilizia scolastica la cifra delle spese per demolizione e opere ammonta per il 2021 a 455 milioni (nell'assestato 2020 era di 388 milioni) ma questa crescita è legata (in parte) al completamento di progetti iniziati negli anni scorsi e non ancora finiti o già finanziati ma rimasti finora in stand by. Tra i principali interventi inseriti nel piano opere pubbliche e da avviare nel corso dell'anno ci sono ad esempio il restauro e risanamento del complesso scolastico di via Brunacci (9,6 milioni), la demolizione e bonifica dell'area della materna di via Rimini (1 milione e 850mila euro), il recupero funzionale della primaria di via Console Marcello (15 milioni), la demolizione e realizzazione di una nuova scuola media in via Pizzigoni (16 milioni) e in via Pescarenico (16 milioni).

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