"Riapertura dei Navigli? Sala pensi a sistemare la Martesana a rischio"

Bernardo boccia il progetto restato uno spot "Sarebbe stato un disastro per la viabilità"

"Riapertura dei Navigli? Sala pensi a sistemare la Martesana a rischio"

«Per una volta sono molto contento che il sindaco uscente sia riuscito a non fare un'altra cosa annunciata: riaprire i Navigli. Sarebbe stato un disastro per la viabilità cittadina, vada invece a sistemare la sponda nord della Martesana o le tante altre aree lasciate nel degrado. Quel progetto non aveva senso». Lo sfidante del centrodestra Luca Bernardo contesta quello che era stato un annuncio clou della campagna elettorale 2016 di Beppe Sala e strappa consensi dal gruppo dei cittadini che ieri ha incontrato alla Cassina de'Pomm con il presidente di Municipio 2 Samuele Piscina e altri esponenti leghisti, da Stefano Bolognini a Silvia Sardone, Gabriele Abbiati. E Bernardo rivolge una domanda diretta a Sala: «Vive a Milano? Quando parla sembra che veda l'El Dorado». Sulla Martesana lo scorso 2 aprile morì un quarantenne, Andrea Elifani, precipitato da un ponte a causa del cedimento di una balaustra. Proprio ieri sono saliti da tre a quattro gli indagati, tra funzionari, responsabili e tecnici dell'Unità Ponti del Comune, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo, ci sono verifiche in corso sui sopralluoghi effettuati su quella parte del ponte con riferimento allo stato di «ammaloramento». «Quando c'è una perdita umana il silenzio è la cosa migliore - premette Bernardo - ma certamente la mal manutenzione può portare a disagi, pensiamo anche ai bambini o alle persone anziane che possono scivolare lungo i marciapiedi e farsi male. La Martesana è un luogo molto bello salvo che per esempio sulla sponda nord ci sono degrado, abbandono, sporcizia. I residenti hanno diritto ad un posto vivibile». Piscina concorda: «Prima di pensare a progetti eclatanti è meglio pensare a manutenere quello che già c'è». Sardone lancia una battuta a Sala: «Non ci vuole un passaporto speciale per uscire dalla Cerchia». Lei e Bernardo sottolineano la distanza tra centrodestra e sinistra quando due contestatori cercano di interrompere l'incontro, «noi non andiamo a disturbare le iniziative di altre parti politiche, prima ascoltare e poi semmai non essere d'accordo». Bernardo ha visto nel pomeriggio a Palazzo Lombardia la vicepresidente Letizia Moratti, ex sindaco, «mi ha dato qualche bel consiglio - dice - abbiamo parlato di Milano, a cui lei ha lasciato tantissimo, molto di quello che Sala sta usando anche non correttamente per fare campagna». Ieri notte è passato invece con il presidente del Municipio 4 Paolo Bassi a salutare i volontari che operano tra la stazione di Rogoredo e il boschetto dello spaccio. «Ho visto cose inaccettabili nel 2021 in una città come la nostra - riferisce -. Servono azioni vere per portare i ragazzi fuori dalla droga che regna a Rogoredo, non rapide comparsate elettorali. Sala definiva la sua ossessione le periferie ma è stato uno spot. E trovo una caduta di stile dire che Bernardo e il centrodestra gufino. La sicurezza è un mio chiodo e non mi fa dormire la notte». L'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran contesta: «Forse Bernardo non era mai stato a Rogoredo prima. Non vuol dire che sia finita e non si debba andare a recuperare quelle situazioni di spaccio e consumo che esistono ancora lungo i binari. Significa proprio che non ha idea di cosa sia significato lavorare per rendere quel parco un posto vivibile e frequentato e giocare ancora con un quartiere che sta facendo di tutto per uscire dalla reputazione legata al boschetto della droga».

Dopo Rogoredo Bernardo si è fermato ha incontrato «una ragazza di 25 anni disabile, mi ha raccontato - dice - che ha dovuto aspettare il pass sosta quasi un anno e mezzo. E ha mandato lettere a Sala per invitarlo a fare un giro in carrozzina per rendersi conto se la città è a misura di disabile. Le ha risposto che entro il 2026 la città rispetterà le barriere. Un po' tardivo».

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