La rincorsa dei 5 lombardi al Campiello targato giovani

Anche se ultimamente ci diamo un gran da fare per nasconderlo, tutti presi come siamo nella rincorsa all'homo technologicus, in fondo all'anima rimaniamo un popolo che ama raccontarsi. E farlo con quell'arma che, da sempre, sappiamo usare come nessun altro: la parola. Fin da giovani, giovanissimi.
Hanno le idee chiare i cinque semifinalisti lombardi su 25 (la nostra è la regione più rappresentata dopo il Veneto) nella diciannovesima edizione del Campiello Giovani, che premia i racconti di scrittori in erba, dai 15 ai 22 anni.
Scrivono tanto, scrivono (quasi) sempre, scrivono bene e lo sanno. Senza la spocchia del parvenu cultural-secchione, ma con tutta la decisione che ci vuole per dire al mondo che sì, di lettere si può ancora vivere, o perlomeno sognare di farlo.
Sono sempre di più i ragazzi che mettono su carta (o video) emozioni e storie. Un semplice giro in rete è sufficiente per scoprire un mondo: gruppi di discussione, siti di racconti, poesie, romanzi di ogni genere, self-publishing a go go. Sui social, poi, non ne parliamo. E anche i premi letterari sono affollatissimi, vedi il Campiello Giovani, appunto: quest'anno i partecipanti sono più che raddoppiati. Erano 500, e i 25 rimasti sapranno chi entrerà nell'ambita cinquina dei finalisti il prossimo 9 maggio, a Verona.
Il più bravo verrà premiato al teatro La Fenice di Venezia il 13 settembre, e avrà diritto a una vacanza-studio di due settimane in Europa. Non si offendano gli altri se, con un po' di sano campanilismo, ci auguriamo che su quel palco ci arrivi uno di loro.
Gloria Arrigoni, 20 anni, di Taleggio in provincia di Bergamo; Chiara Di Sante, 21 anni, di Gorle e bergamasca anch'essa; Martina Pastori, 17 anni, di Rho alle porte di Milano; Alessandro Redaelli, 18 anni, di Seveso nella neonata provincia di Monza e Brianza; Sara Simoni, 21 anni, di Samarate nel Varesotto.

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