«Ristorante a km zero con vista sulle prove»

Si aspettava «decisamente più concorrenti» Matteo Forte, amministratore delegato di Stage Entertainment che invece si giocherà al 50% la possibilità di gestire il Lirico. La società olandese ha già in mano dal 2008 il teatro Nazionale di piazza Piemonte, regno del musical anche se per metà della stagione salgono sul palco anche comici e cantanti. Per il teatro di via Larga ha in mente una connotazione diversa («solo adesso ci sono già 13 spettacoli di musical in contemporanea in città»). Forte vuole «ridare una casa ad una setie di generi che nel corso del tempo l'hanno persa, a partire dalla danza moderna che non ha più un teatro dedicato». Danza «in tutte le sue declinazioni, dagli Stomp ai Momix alla classica». E «oggi l'opera lirica e il jazz sono confinati in luoghi, come la Scala, che hanno delle barriere di ingresso non solo economiche ma anche di posizionamento di nicchia. Dobbiamo fare in modo che questi generi abbiano uno spazio a prezzi accessibili e con spettacoli di facile fruizione, a vocazione assolutamente popolare». Come al Nazionale, «gli spettacoli non si reggeranno su contributi dallo Stato ma grazie a sponsor e inziiative anche commerciali». Il Lirico sarà sempre aperto anche grazie a mostre e al ristorante: «C'è molto interesse ma non vogliamo grabdi chef stellati, piuttosto un'offerta con prodotti a km zero, attenti alla qualità del cibo e a come viene prodotto». Il ristorante da progetto avrà una vista sul palco e «pensiamo di sfruttarla anche in pausa pranzo, chi mangia potrà assistere alle prove». E «assicuro che terremo aperto anche a luglio e agosto quando molti locali abbassano le serrande».

ChiCa

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