Sala pronto a creare il primo Registro trans

A Milano il primo registro transgender. E il Pd mette la "bandierina" in Comune

Sala pronto a creare il primo Registro trans

«La città di Milano come zona di libertà per le persone Lgbtq+». Il Pd avrebbe voluto portare sabato scorso in dote la mozione ad Alessandro Zan, che proprio da Milano ha rilanciato il pressing sul ddl che porta il suo nome, insieme a Beppe Sala e al segretario Enrico Letta (collegato in streaming) ma l'ordine del giorno (primo firmatario Michele Albiani) due giorni prima non era passato in aula perchè il centrosinistra non era riuscito a garantire il numero legale. Ci hanno riprovato ieri e questa volta il testo è passato, anche se è caduta la disponibilità del centrodestra a votare a favore. Si sono astenuti Alessandro De Chirico e Marco Bestetti di Forza Italia e Alessandro Verri e Pietro Marrapodi della Lega, hanno espresso la non partecipazione al voto i consiglieri FdI Chiara Valcepina e Francesco Rocca e il capogruppo Riccardo Truppo perchè «è stato negato il voto per parti separate, siamo stati costretti al non voto in attesa di proporre noi un testo maggiormente condivisi perchè qui si nascondevano posizioni ideologiche tra le righe del testo», ha bocciato Matteo Forte di Milano Popolare e tra i leghisti e FdI qualcuno è uscito dall'aula. Ma proprio Truppo rimarca che «è paradossale che la sinistra che governa la città dal 2011 ritenga tutt'oggi Milano un posto dove i diritti non sono garantiti, e debba approvare un odg ad hoc. Il rilancio del ddl Zan dimostra che questa iniziativa è strumentle». Di fatto, i dem riescono a piazzare, letteralmente la «bandierina» arcobaleno in Comune: l'odg impegna anche ad esporre la bandiera fuori da Palazzo Marino il 17 maggio (oggi), Giornata internazionale contro l'Omolesbobitransofobia e invitare le associazioni Lgbtq+ per celebrare la Giornata insieme all'amministrazione.

E FdI annuncia invece un'interrogazione urgente al sindaco sull'ammissibilità di una delibera «che viola palesemente ed è in contrasto con la normativa italiana». Quale? Il centrosinistra ha approvato, con il parere positivo della giunta, una mozione (prima firmataria la Pd Monica Romano, prima consiglierà transgender eletta in Italia) che chiede provvedimenti volti a favorire l'inclusione e la cittadinanza delle persone transgender, «costrette a vivere in un limbo giuridico con documenti incongruenti con il loro aspetto estetico e l'identità sociale, mantenendo nome e sesso di origine su tutti i documenti». Chiedono di istituire a Milano il primo Registro per il riconoscimento del genere di elezione dedicato alle persone transgender, che permetterà di usare l'alias per i documenti di competenze del Comune, come tessere delle biblioteche, abbonamenti Atm, badge e mail comunali e nelle aziende partecipate.

E di favorire «nel limite delle competenze» l'esercizio del diritto di voto. Quando sarà istitui «basterà presentarsi davanti a un ufficiale di Stato civile e dichiarare ad esempio che il nome è Maria Rossi e non Mario» spiega Romano.

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