Milano

Saluto (e caso) Romano La Russa: "Frainteso". Fontana: "Valuteremo"

Il gesto ai funerali del cognato dell'assessore regionale Romano La Russa. Fdi lo difende: "Era un invito a non farlo"

Saluto (e caso) Romano La Russa: "Frainteso". Fontana: "Valuteremo"

Scoppia il «caso Romano» (La Russa) in Regione. Ha fatto il giro del web il video pubblicato martedì sera da Il Fatto quotidiano in cui si vede il neo assessore lombardo alla Sicurezza Romano La Russa (FdI), fratello del senatore di FdI Ignazio La Russa, che durante un funerale sembra fare il saluto romano insieme ai partecipanti. Immediate le reazioni politiche: dal capogruppo del Pd in Lombardia Fabio Pizzul che parla di «un rito di chiara matrice neofascista» e un «fatto molto grave, non degno di un'istituzione democratica come la Regione Lombardia» al consigliere regionale di Azione Nicolò Carretta che le bolla come «patetiche nostalgie fasciste».

«Il braccio teso alzato, con la goffaggine di chi sa che non potrebbe ma non resiste al richiamo della camerata, dall'assessore La Russa è l'ennesima conferma di quel che il neo assessore ha sempre rivendicato, ovvero le proprie nostalgiche simpatie verso il ventennio» attacca il capogruppo del M5S Nicola Di Marco. La sinistra non aspettava altro. Chiede le dimissioni dall'incarico il consigliere comunale del Pd Daniele Nahum: «Romano La Russa ci ha deliziato con il saluto fascista durante il funerale di un militante. Aspettiamo da Fontana la rimozione di La Russa dal suo incarico. Basta lo sdoganamento del fascismo».

Quello che il video non dice, però, è che «Romano ha invitato tutti a non fare il saluto romano - la nota arrivata verso mezzogiorno da Fratelli d'Italia-. Emerge invece con chiarezza dal video che il movimento del braccio di Romano non ha nulla a che fare col saluto fascista, ma al contrario testimonia il suo invito ai presenti ad astenersi dal farlo». Non solo, l'estremo saluto «era stato richiesto in vita dal defunto di cui Romano era cognato e amico di una vita - spiegano dal partito - e per altro il braccio è assente durante le chiamate consecutive che comunque la Cassazione ha sancito non essere reato se effettuato in un funerale».

«I fatti oggetto dell'odierna polemica sono lontani anni luce da tutto ciò che può essere accostato al fascismo - scrive Romano La Russa nella sua lettera aperta al Consiglio regionale e alla Giunta -. Ritengo che non dovrebbe essere lecito filmare e poi strumentalizzare un atto d'amore nei confronti del defunto. Un gesto che ho cercato comunque di evitare in tutti i modi. Alberto non era un estremista, come oggi è stato erroneamente definito ma un semplice esponente di destra». Nel pomeriggio arriva la presa di distanza da parte del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: «Sono comportamenti che non fanno parte del nostro modo di vedere per cui sostanzialmente ai funerali preghiamo, cerchiamo di esprimere solidarietà ai parenti rimasti. Valuteremo». Ma questo «valuteremo» pesa come un macigno: oltre a volersi smarcare dal retaggio del passato degli alleati, ha il sapore del regolamento di conti con Ignazio la Russa che recentemente ha rimesso sul piatto, dal nulla, la candidatura di Letizia Moratti a presidente della Regione Lombardia per il centrodestra. Un'investitura che Fontana, candidato delle Lega, non deve avere digerito. Anche perchè sembra che la vicepresidente non abbia intenzione di ritirare dal tavolo la sua «messa a disposizione» al servizio della Regione Lombardia.

Sul candidato alle Regionali ci sarà un incontro dopo le elezioni politiche di domeniche che ridisegneranno (forse) gli equilibri interni all'alleanza, il faccia a faccia tra Fontana e l'assessore è invece fissato per oggi in giunta.

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