Sanità, taglio a 2.300 posti letto Cura «romana» per la Lombardia

La spending review si abbatte come una scure sugli ospedali. Saranno 2.337 i posti letto da tagliare in Lombardia per effetto della spending review. Lo ha comunicato il ministero della Salute. Nel dettaglio saranno 1426 posti in meno per il trattamento di pazienti «acuti» e 911 in meno per «post acuti». E le Province sono in agitazione e minacciano di chiudere i riscaldamenti nelle scuole e quindi prolungare le vacanze per gli studenti per protestare contro la decisione di tagli per 500 milioni. «I posti letto ospedalieri in Italia - si legge nella nota - diminuiranno di almeno 7.389 unità per effetto dell'articolo 15 comma 13 del decreto sulla spending review. È quanto prevede lo schema di regolamento sulla «Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera» inviato alla Conferenza Stato-Regioni dal ministro Renato Balduzzi di concerto con il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Il Regolamento indica il metodo di calcolo per la riduzione delle Unità operative complesse e la riconversione delle strutture ospedaliere. Al 1 gennaio 2012 - si legge ancora - in Italia erano presenti 231.707 posti letti (3,82 ogni mille abitanti) di cui 195.922 per acuti (3,23 ogni mille abitanti) e 35.785 per post-acuti (0,59). La legge 135/2012 indica come obiettivo una media complessiva di 3,7 posti letto per mille abitanti, di cui 0,7 deve essere dedicato a riabilitazione e lungo-degenti e i restanti 3 per gli acuti». Quindi le regioni che presentano un numero di posti letto superiore a quello previsto dai nuovi standard dovranno riorganizzarsi. Laddove, invece, il numero dei posti letto attuali fosse inferiore, le Regioni avranno la facoltà di aumentarli fino alla soglia indicata dal regolamento. I posti letto devono quindi arrivare in totale a 224.318. Di questi 181.879 dovranno essere per acuti (14.043 in meno) e fino a 42.438 per post-acuti (più 6635). I calcoli si basano sulla popolazione di ogni regione pesata e corretta in base alla percentuale di anziani e ai flussi di mobilità ospedaliera tra Regioni. Il correttivo tiene conto del fatto che alcune regioni registrano una mobilità attiva, in quanto i propri ospedali attraggono pazienti residenti altrove. In cinque Regioni tra le quali anche la Lombardia si riscontrerà una diminuzione dei posti letto di entrambe le tipologie.

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