Elena GaiardoniPerché gli animali non possono entrare in chiesa? Oggi la domanda, che sono già in molti a porsi, lascia la sua risposta con i problemi che ne conseguono, a domani, perché oggi, S. Antonio, patrono degli animali, i quattrozampe in molte parti del Paese hanno libero accesso in pievi e basiliche. Mucche, asini, pecore, galline, conigli, cani e gatti lasceranno stalle, fattorie e case per invadere le piazze di paesi e città. Questa mattina a Vigevano in piazza Ducale Coldiretti allestisce un recinto con asini, cavalli e animali da cortile per la benedizione. Si tratta di una ricorrenza molto partecipata nelle campagne italiane, che rispetta un'antica usanza della tradizione popolare. I parroci di tutto lo Stivale fanno visita fin dalle prime luci della mattina alle stalle per benedire tacchini e capre che compongono la straordinaria varietà dell'aia campestre, mentre agli altari durante la santa messa si avvicineranno gatti, cani, tartarughe, pappagallini, pesci rossi, esemplari esotici, rari e curiosi, criceti e furetti.
È un tributo sacro alla creazione che riconosce nell'uomo, fin dalle prime parole bibliche di Dio, non il padrone del creato bensì il suo «custode», perché se è vero che l'uomo è stato creato a immagine di Dio, è altrettanto vero che gli angeli sono a immagine di animali. E questo ci dovrebbe far riflettere.Sant'Antonio, animali in piazza per la benedizione
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