Tra gli scali ferroviari pure la moschea

Cinque studi immaginano il futuro delle aree, Boeri disegna il minareto a Farini

Tra gli scali ferroviari pure la moschea

Quand'era assessore alla Cultura della giunta Pisapia è stato protagonista di accesi scontri con l'ex sindaco e i colleghi, tanto da essere «licenziato» dopo un anno e mezzo di mandato. L'archistar Stefano Boeri questa volta ha fatto infuriare la Regione. Fs Sistemi urbani con la collaborazione del Comune e il patrocinio del Pirellone ha inaugurato ieri la mostra (visibile a Porta Genova fino a domenica) sui «5 scenari» immaginati dai team di architettura per il futuro dei sette ex scali ferroviari dismessi. Tra una decina di giorni Palazzo Marino e ferrovie torneranno a sedersi a un tavolo per firmare un accordo di programma sul recupero di quel milione di metri quadri abbandonati tra Farini, Porta Romana, Rogoredo, San Cristoforo, Greco-Breda, Porta Genova e Lambrate

Dopo il patto bocciato in consiglio comunale alla fine del mandato Pisapia, il Comune questa volta porta a Fs le linee guida che hanno già il consenso bipartisan dell'aula. Obiettivo: tornare in consiglio entro l'estate con il nuovo accordo, passare poi ai piani attuativi e alle gare e avviare i cantieri almeno nel 2020. I masterplan dei progetti saranno affidati con gara pubblica. I 5 team assicura Maran non avranno corsie preferenziale. Si sono «scomodati» gli italiani Boeri, Cino Zucchi e i team internazionali Mad Architects, Mecanoo e Miralles Tagliabue per disegnare gli scenari e dare un «contributo» alla discussione e chissà che qualche firma - se non tutte - tornerà sui progetti finali. Tempo al tempo. In quello di Boeri per lo scalo Farini, spunta la Cittadella del Comune, la nuova sede dell'Accademia di Brera, un Centro di ricerca botanica e pure una grande moschea. «É una funzione che bisognerà immaginare per la metropoli del futuro e la dimensione dell'area offre un'occasione unica» spiega Boeri. L'assessore Pd all'Urbanistica Pierfrancesco Maran precisa che «è una sua suggestione, io non sono ovviamente contrario in generale ai luoghi di culto per tutti, poi vedremo dopo». E per la Cittadella degli uffici comunali spiega che «si sta valutando anche l'area di Cenisio che è già di proprietà del Comune». Categorica l'assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi (Fdi), presente all'inaugurazione: «Una grande moschea? Mi verrebbe da dire che l'archistar neppure troppo velatamente strizzi l'occhio alla giunta di centrosinistra che governa Milano. Il sindaco Sala non ha mai fatto mistero che la costruzione di più moschee fa parte della sua azione di governo. Ognuno ha le sue priorità. Certamente le mie e quelle del presidente Maroni sono altre. E una cosa è certa: chi vorrà realizzare una moschea dovrà farlo rispettando la Legge regionale, quella che Renzi aveva impugnato e la Consulta ha rinonosciuto valida». Nel progetto Boeri c'è un fiume verde (il 90% delle aree) che scorre attraverso gli scali e «una linea M6 di superficie». Zucchi immagina gli ex scali come «sette Broli, prati alberati aperti o recintati». Lo studio olandese Mecanoo immagina che la creazione di una circle line ferroviaria tra le aree dismesse trasformerà Milano in una città prevalentemente «car free». Nei disegni prevalgono passerelle verdi, acqua. Lambrate diventa una cittadella per i giovani con campi da calcio e alloggi low cosT. Lo studio «Mad» punta su moda, cultura e design per Porta Genova, in Farini svettano invece tre torri, viene inserita una mediateca. Mirales Tagliabue immagine invece Rogoredo come lo Scalo dei Giovani, Lambrate la «Casa del design», San Cristoforo «Scalo dell'agricoltura» (con un grande guardino botanico), Porta Romana lo «scalo dell'innovazione» (imprese giovani e start up) e Greco-Breda «Scalo della Luce» con passerelle pedonali a diverse quote che diventeranno installazioni luminose. Per Farini l'elemento principale è l'Acqua, «i tracciati del Naviglio preesistente permetteranno di disegnare nuovi canali». Il sindaco Beppe Sala ha parlato di questa iniziativa come di un «esempio di trasparenza, non era obbligatorio disegnare gli scenari ma in questo modo coinvolgiamo i cittadini e spieghiamo quali sono le prime idee».

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