Scontro Sala-Maroni sull'accoglienza

Il governatore boccia la struttura. Il sindaco: «Gesti concreti contro proclami e polemiche»

Chiara Campo

L'assessore al Welfare del Comune, Pierfrancesco Majorino, è arrivato intorno alle quattro del pomeriggio e ha dichiarato che «tutto sta andando nel modo giusto. A dispetto di quelli che Milano sarà una nuova Goro, le azioni coordinate dalla prefettura sono andate molto bene». I migranti sono entrati alla caserma Montello con un giorno di anticipo, un blitz per evitare le proteste già annunciate per oggi. É andato in scena un altro film insomma, se pullman non hanno trovato di fronte barricate o contestazioni è (anche) perchè il cambio dei piani ha spiazzato leghisti, CsaPound o comitati dei residenti contro l'uso della caserma come centro profughi. Non sono mancate invece le reazioni polemiche dei politici, anche per il metodo dell'«imboscata». «Sono contrario all'uso delle caserme, rischia solo di creare tensioni sociali - ha ribadito il governatore Roberto Maroni -, la strada da seguire è bloccare le partenze e fare i rimpatri. Farlo è possibile, io da ministro dell'Interno nel 2011 ci sono riuscito. Ma evidentemente al governo Renzi non ha la volontà politica di contrastare i flussi migratori». Il suo assessore alla Sicurezza Simona Bordonali (Lega) sottolinea peraltro che «l blitz» di ieri mattina «dimostra che il Governo Renzi sa di non avere il consenso popolare. Per sistemare centinaia di immigrati alla Montello è costretto ad agire di nascosto, per evitare di subire le rimostranze dei milanesi, e a mandare avanti donne e bambini». A regime il 75% degli ospiti saranno uomini. «I lombardi - ricorda la Bordonali - stanno mantenendo 22.333 richiedenti asilo. Una spesa da 780mila euro al giorno, più di 24 milioni al mese. Dietro l'accoglienza c'è un business che ormai favorisce solo cooperative e albergatori falliti». In questo caso, per i primi 75 giorni a gestire il nuovo hub sarà la Fondazione dei Fratelli di San Francesco. Il capogruppo della Lega in Comune, Alessandro Morelli, ricorda che «incasseranno dalla prefettura oltre 706mila euro. Facile fare carità con i soldi di Pantalone».

Secondo la coordinatrice regionale di Forza Italia Mariastella Gelmini l'utilizzo della caserma in zona piazza Firenze, dove fino a pochi giorni fa era di stanza la polizia di Stato, «è la dimostrazione dell'incapacità di Sala e Renzi di gestire un problema che ormai è un'emergenza. Entrambi hanno dimostrato di non saperlo affrontare alla radice». Sulla stessa linea l'ex candidato sindaco del centrodestra Stefano Parisi: «Come dico da mesi manca un piano per l'accoglienza e le conseguenze concrete ora sono sotto gli occhi di tutti».

Compatto, e in piazza anche ieri sera per il presidio di protesta dei comitato «Giù le mani dalla Montella» il fronte di Fdi (dalla coordinatrice regionale Viviana Beccalossi a Riccardo De Corato a Paola Frassinetti e Carlo Fidanza). «Sala e Majorino - commentano - agiscono come i ladri di Pisa: parlano di città accogliente, dicono che i residenti accettano con gioia l'arrivo di nuovi migranti, poi però li fanno arrivare di nascosto. La fallimentare politica migratoria del governo Renzi e del Pd sta colpendo anzitutto la Lombardia, che ospita il 14% di tutti i migranti arrivati in Italia. Non possiamo far altro che ribadire basta».

Il sindaco Beppe Sala ribadisce che «Milano fa sentire la sua vicinanza là dove c'è bisogno. Mai come in questo momento Milano sta dando un grande esempio di generosità e accoglienza, con la consapevolezza che i gesti concreti superano i proclami e le polemiche. La solidarietà è uno dei principi cui la nostra città non deroga e non intende derogare mai. Nonostante le difficoltà, è stato fatto tanto e molto si dovrà ancora fare. Da questa mattina, la caserma Montello ospita una prima parte dei 300 migranti previsti dal piano di accoglienza. Si tratta di persone provenienti dai diversi Centri del nostro Comune: sono donne sole e con bambini e giovani. Milano cerca sempre di fare il meglio per chi ha bisogno». Oggi sinistra, Pd e centri sociali hanno organizzato una festa per l'arrivo dei profughi. A qualche centinaio di metri di distanza, il presidio del no.

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