«Se vinco io, via Larga sarà come Broadway»

«Ho fatto molta fatica a decidere di partecipare a questo bando». Gianmario Longoni, socio e presidente del teatro Sistina di Roma, ex patron dello Smeraldo e del Ciak a Milano, è in gara per gestire il Lirico con l'agenzia Show Bees che nel 2014 ha aperto in viale Puglie il Linear Ciak, un teatro-tenda da 3mila posti. Longoni ci aveva provato già nel 2005. Guidava la cordata che si aggiudicò il bando lanciato dall'allora sindaco Albertini per ristrutturare e gestire il piccolo Piermarini chiuso dal 1999. Ma i lavori si arenarono definitivamente 5 anni dopo, tra ricorsi e polemiche. «É stata una vicenda complicata e dolorosa, ma è chiusa» ammette. Ed è pronto a ritentare. Nel suo progetto il Lirico avrà «una commissione artistica importante, vivrà tutto giorno e sarà il teatro della città e di tutti i grandi generi artistici, non solo uno: concerti, musical, molta danza». Secondo Longoni «va restituita al Lirico dignità istituzionale, ricordiamo che l'arciduca Ferdinando lo commissionò al Piermarini insieme alla Scala». Dovrà «coniugare eccellenza e popolarità, un progetto molto ambizioso». A renderlo sempre vivo e «pop» contribuiranno anche mostre, ristorante, bistrot. Previste collaborazioni con le altre fondazioni teatrali, istituzioni pubbliche e private. Se vincerà il bando, nel primo anno recupererà «due importanti compagnia che erano già in calendario all'ultima stagione del Lirico». Nel 1997 andò in scena il balletto ispirato ai Queen del coreografo Maurice Bejart, scomparso nel 2007, continua la tradizione il Bejart Ballet. Il teatro «deve avere funzione sociale» e «vogliamo ricreare il raccordo tra la città turistica, il Duomo, l'università. Via Larga è Wall Street, tornerà ad essere una piccola Broadway». Pensava di doversi scontrare con più concorrenti, «meglio così, ma è una follia».

ChiCa

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