La settimana del Mobile

Tutto ebbe inizio 14 anni fa quando l'ormai celeberrima zona Tortona era un semiperiferico quartiere post-industriale. Gisella Borioli, fondatrice con il marito Flavio Lucchini della cittadella della creatività «Superstudio», proprio in questi ex capannoni ha di fatto dato vita al fenomeno del Fuorisalone. Un fenomeno che ha aperto le porte a giovani designer che non avevano accesso al Salone del Mobile ma che con le loro mostre temporanee hanno trasformato il quartiere alle spalle di Porta Genova in un museo a cielo aperto. Anche quest'anno zona Tortona è il cuore pulsante della manifestazione cittadina. «I temi della della mostra sono The world is here ma anche The future is now» dice la Borioli che negli stand si Superstudio ospita i progetti di una settantina di aziende grandi e piccole. «L'obbiettivo è infatti ancora una volta puntare non solo sui grandi brand ma anche sui giovani talenti; sono proprio loro, le anti-star a fare da contraltare alle archistar del Salone...». I tempi, non lo nasconde, sono sempre più duri anche per il mondo del design. «La crisi c'è e si fa sentire e, rispetto a passate edizioni, si ostenta meno grandeur, c'è molta più prudenza anche negli allestimenti. Ma l'occasione può essere propizia per dare spazio alla creatività vera. Non è un caso che quest'anno abbiamo posizionato al pianterreno la sezione “Basement“, quella delle start up di giovanissime aziende che sono una delle chicche del Fuorisalone, dove il design nasce dal riuso di materiali industriali: in mostra si vedono prodotti freschi, ironici e soprattutto a prezzi democratici». Un'altra area è dedicata ai laboratori con concorsi e co-working che, tra l'altro, mettono a disposizione del pubblico stampanti a polimeri per riproduzioni dei progetti in «3D». Una terza area è dedicata al superdesign con oggetti selezionati di grandi brand come Cappellini. Tanto spazio anche all'eco-design. «Quest'anno abbiamo dedicato il roof di via Forcella, con vista sui tetti delle ex fabbriche, ad un vero e proprio green village: un giardino sul tetto pensato dall'artista Michelangelo Pistoletto che produrrà per tre mesi ortaggi a... centimetro zero e che sarà il palcoscenico di incontri con agronomi e personaggi della società civile sul tema dell'ambiente». Dedicati all'«ecopensiero» anche progetti come la casa che produce acqua potabile dalla pioggia mentre, a sottolineare il trend verso un design sempre più popolare, è presente anche il primo stand dei prodotti Ebay.
Non potevano mancare interazioni con l'arte e l'immancabile food. «Ecco una mostra di sculture disegnate da architetti come Alessandro Mendini, Stefano Guerriero o Denis Santachiara; pezzi unici realizzati da designer che introducono nell'arte materiali innovativi». Ogni giorno poi, nello stand di San Pellegrino, grandi chef si esibiscono per il pubblico, da Bottura a Oldani a Taglienti. Il design è anche questo.

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