Sono ancora numeri da paura. Ma cominciano a rallentare

Quasi dimezzati i nuovi contagi e i decessi giornalieri. E Sala: "Adoro mia madre, blindate i genitori a casa"

I numeri sono ancora da paura, ma cominciano a rallentare. A due settimane dall'istituzione della zona rossa lombarda, si cominciano a vedere i primi spiragli di luce. E a sperare.

Era la notte fra il 7 e l'8 marzo quando è stata introdotta in Lombardia e in altre 14 province la prima restrizione dura sugli spostamenti e le attività sociali. Domani quindi sarà il giorno della verità. Adesso, nei dati del bollettino quotidiano della Regione, si intravede un possibile rallentamento. Il quadro resta allarmante, gli ospedali sono a livelli di stress altissimo, nei reparti si usano anche i letti pediatrici, eppure oggi il trend comincia a presentarsi in chiaroscuro. «Più chiaro oggi - commenta l'assessore al Welfare Giulio Gallera - non possiamo ancora cantare vittoria, dati hanno un'evoluzione non sempre omogenea». E tuttavia, una certa frenata oggi appare.

I contagiati «ufficiali» in Lombardia risultano 27.206, con una crescita molto alta, pari a 1.691 casi, ma in calo sensibile rispetto ai giorni scorsi. Drammatico il dato dei deceduti, 361, ma anche questo numero è in forte contrazione rispetto al dato choc di venerdì. Cresce ancora molto, invece, il numero delle persone ricoverate: siamo a quota 9.339, con un'impennata negativa di 1.181 pazienti. In terapia intensiva siamo a 1.142 ricoverati, con un incremento di «soli» 49 pazienti. I posti intanto sono arrivati quasi a 1.300, praticamente raddoppiati rispetto alla potenzialità iniziale. Nota positiva: i guariti sono 5.800: «La malattia si diffonde velocemente - ha osservato Gallera - ma quando siamo in grado di dare risposte salviamo la vita alle persone».

Il quadro territoriale restituisce ancora una situazione di drammatica difficoltà a Bergamo e anche a Brescia, dove l'aumento dei casi registrati nelle ultime 24 ore parla di 715 contagiati in più. Si vanno allineando le province della fascia meridionale, anche se Cremona resta critica. Aumento più contenuto, oggi, anche per la Brianza, che era cresciuta notevolmente negli ultimi giorni. Dinamica simile per Milano, che per dimensioni è il vero fronte della resistenza.

La città metropolitana di Milano registra 5.096 casi, con un aumento di 424, circa la metà di quello annotato nel giorno precedente. Milano città conta 2.039 casi, con un aumento di 210. «Il giorno in cui potremmo valutare se effettivamente c'è una riduzione - dice Gallera - è martedì (domani, ndr). I dati di oggi ci fanno ben sperare, se verranno confermati domani (oggi, ndr) e martedì». Fondamentale sarà la tenuta di Milano.

E proprio a Milano un appello è stato lanciato dal sindaco, Beppe Sala. «Un invito particolare oggi per gli anziani - ha detto - Gli anziani non devono uscire, lo dico ai figli, teneteli in casa, blindateli, per il loro bene». «Io sono figlio unico - ha concluso il sindaco - non ho padre, ho una madre di 89 anni che adoro ma non sto vedendo mia madre da 15 giorni: le faccio cinque telefonate al giorno, ma non la vedo, dobbiamo fare così».

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Commenti

gjallahorn

Lun, 23/03/2020 - 16:04

Hashtag #milanononsiferma? no! #milanosièinfettata!