Stop ai rifiuti di altre regioni Scintille fra Lega e 5 Stelle

L'attacco: «Fanno gli ecologisti coi nostri inceneritori» Ma i grillini insistono: «Sostanze tossiche nell'aria»

Stop ai rifiuti di altre regioni Scintille fra Lega e 5 Stelle

La Lombardia fa sul serio. Smaltisce da sola i tanti rifiuti che produce e non vuole più sobbarcarsi quelli delle altre regioni e delle altre città, che le fanno la «morale» sulle emissioni e sul costo degli impianti. Vuole dire basta, insomma, a quelli che fanno gli ecologiste con i termovalorizzatori lombardi. E la scritta «basta fare gli ecologisti con gli inceneritori degli altri», ieri mattina, era ben impressa sulle magliette e sugli striscioni dei consiglieri regionali della Lega, che hanno manifestato al Pirellone, accompagnati da due deputati del Carroccio, il capogruppo comunale milanese Alessandro Morelli e la capogruppo in commissione Ambiente della Camera, la vogherese Elena Lucchini. Obiettivo della colorata protesta leghista, «un deciso no da parte all'art 35 del decreto Sblocca Italia». La norma, introdotta nel 2014, impone di fatto agli impianti di smaltimento di smaltire i rifiuti prodotti e trasportati da altri territori, che per varie ragioni - anche «ideologiche» - non vogliono o non possono essere autosufficienti. E anche l'assessore all'Ambiente, Raffaele Cattaneo, aveva indicato in quella norma l'ostacolo alla reale possibilità che tutte le regioni siano indotte a rendersi davvero autosufficienti.

Convitato di pietra di tutta la questione i 5 Stelle, contrari ai termovalorizzatori. E ieri, durante il flash mob, devono essere fischiate le orecchie ai grillini lombardi, se è vero che il consigliere regionale Massimo De Rosa ha risposto piccato al Carroccio, che è pur sempre un alleato romano dei 5 Stelle. «Bastasse indossare una t-shirt per risolvere i problemi - ha detto - ne cambieremmo una al giorno. Invece di spot a favore di telecamera, la Lega si esprima su come risolvere in maniera concreta il problema della gestione dei rifiuti legato alla qualità dell'aria che respiriamo». De Rosa ha garantito che i 5 Stelle vogliono superare lo Sblocca Italia, impedendo «che i rifiuti viaggino per tutta la Nazione» ma ha insistito che «bruciare spazzatura e continuare a liberare nell'aria sostanze tossiche non possa essere un'opzione all'interno di un territorio». Le Regioni non hanno poteri diretti ma di programmazione. Possono tuttavia rapportarsi al governo. La questione è tornata attuale dopo la recrudescenza di un'emergenza napoletana che ormai è storica, e il 4 dicembre il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione di Viviana Beccalossi che impegna la giunta ad attivarsi col governo per una progressiva riduzione dei rifiuti altrui, fino all'interruzione definitiva del flusso. Poi, cinque giorni fa, quando un incendio Tmb Salario ha costretto la sindaco di Roma, Virginia Raggi, a chiedere aiuti esterni, il governatore Attilio Fontana si è voluto togliere qualche sassolino dale scarpe: «Curioso questo appello - ha detto - dopo che ci hanno detto per mesi che siamo degli inquinatori perché usiamo dei termovalorizzatori». «Valuteremo» ha detto, anticipando che si potrà valutare davvero «se si riconosce che i termovalorizzatori non inquinano in maniera preoccupante».

La Lombardia ogni anno smaltisce oltre 4 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, e 413mila arrivano da fuori (112mila tonnellate solo dal Lazio). Il sistema lombardo è virtuoso grazie alla differenziata che sfiora il 70% e agli impianti che termovalorizzano - un altro 20% dei rifiuti producendo in modo controllato energia per riscaldamenti.

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